09/03/2012, 00.00
PAKISTAN
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8 marzo in Pakistan: un poliziotto stupra una 14enne cristiana

di Jibran Khan
Alla violenza hanno assistito, legati e impotenti, i nonni della giovane. I medici si sono rifiutati di prestarle soccorso. Le forze dell’ordine hanno fermato un complice, l’ufficiale ha fatto perdere le proprie tracce. Intanto il Paese ha celebrato la Festa della donna, con manifestazioni di piazza e conferenze. Premiate alcune donne simbolo nella lotta per i diritti.

Lahore (AsiaNews) - Una ragazzina cristiana di soli 14 anni è stata violentata da un poliziotto insieme a un complice, sotto la minaccia di un'arma da fuoco; nella stanza accanto, i nonni legati e imbavagliati hanno assistito impotenti alla scena. Il fatto è avvenuto nella notte fra il 7 e l'8 marzo nel distretto di Sheikhupura, provincia del Punjab, mentre in tutto il mondo si svolgevano eventi e manifestazioni per celebrare la Giornata mondiale della donna. Anche in Pakistan si sono tenuti seminari e incontri; il presidente Asif Ali Zardari, sempre ieri, ha firmato una legge a tutela dell'universo rosa.

La sera del 7 marzo la 14enne Kiran (*), originaria di Jaranwala, ha fatto visita ai nonni che abitano nel villaggio di Malowal, in una piccola casa poco distante dalla proprietà di un soprintendente di polizia. Nella notte Nawaz Wahla, ufficiale delle forze dell'ordine, insieme al complice Mehboob, un lattaio, hanno scavalcato il muro di cinta e fatto irruzione nella casa. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Express Tribune hanno legato i nonni e violentato a lungo la giovane, sotto la minaccia di una pistola.

Una volta fuggiti, Kiran ha liberato i nonni che l'hanno accompagnata in ospedale per cure mediche Tuttavia, né i dottori né i poliziotti hanno voluto prestare soccorso alla ragazza cristiana o intervenire per catturare i responsabili della violenza. Solo l'apertura ufficiale dell'inchiesta, avviata da un solerte giudice, ha consentito il fermo di Mehboob - il complice - mentre Nawaz è sfuggito sinora alla cattura.

Ieri 8 marzo, intanto, in tutto il Pakistan si sono celebrati eventi e manifestazioni per ricordare la festa della donna. Nella capitale Islamabad, organizzazioni femminili hanno promosso un seminario per rafforzare il valore e il ruolo della donna nel mondo. In contemporanea, il presidente Asif Ali Zardari ha ratificato la legge sulla commissione nazionale chiamata a valutare lo status dell'universo rosa nel Paese; egli assicura che l'organismo ricoprirà un ruolo cruciale nella tutela e nella protezione dei diritti delle donne.

Tuttavia, le associazioni femminili rispondono ai proclami delle istituzioni sottolineando che i codici non bastano, se le norme non vengono applicate. In un incontro pubblico tenuto ieri a Faisalabad, organizzato da Association of Women for Awareness and Motivation (Awam), gli attivisti hanno sottolineato che "nuove e più leggi non bastano", ma è il governo che "deve garantire nel concreto" la tutela della donna e la parità dei diritti. Fra i partecipanti all'incontro vi era anche Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione nazionale di Giustizia e pace della Chiesa cattolica (Ncjp) ha inoltre ricordato che "il numero di attacchi contro le donne in Pakistan è di quattro volte superiore ai casi che vengono raccontanti" e molti crimini "basati sul sesso passano sotto silenzio".

Nel Multan, le organizzazioni di donne cattoliche - insieme ad altri movimenti femminili - hanno promosso una dimostrazione di piazza. Suor Margaret, fra i partecipanti alla manifestazione, ha sottolineato che "per celebrare la donna, bisogna anche riconoscere l'importanza della donna". La religiosa aggiunge che "pur essendoci norme contro la violenza domestica e gli attacchi con acido", finora non sono stati presi "provvedimenti contro gli uomini. E molte donne non sanno nemmeno dell'esistenza della legge".

Fra le rappresentanti dell'universo femminili pakistano celebrate ieri, vi sono la 13enne Malala Yousafzai, giovanissima attivista che si è battuta contro un'aggressione dei talebani nella Swat valley, premiata dalla società civile e dal governo. Sul fronte cattolico gli onori vanno a Zenobia Richards, vittima della demolizione dell'istituto cattolico Gosh-e-Aman a Lahore, nella quale ha perso la propria abitazione e molti dei suoi beni. Grazie all'intervento della Masihi Foundation la donna ha trovato una nuova casa.

* Il nome è di fantasia per proteggere l'identità della minore.

(Ha collaborato Shafique Khokhar)

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