11/03/2010, 00.00
CECENIA – RUSSIA
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A Grozny torna la tubercolosi, mentre mancano medici e strutture

Vi sono 325 casi registrati ogni 100 mila abitanti. Ma molti non si fanno registrare per timore dell’emarginazione sociale. In Europa vi sono 10 casi ogni 100 mila abitanti. Lentezza nella ricostruzione e nello sminamento; salari bassi per il personale sanitario.
Grozny (AsiaNews/Agenzie) – Dopo decenni di declino, la tubercolosi sta facendo ritorno in diversi paesi, soprattutto in zone di guerra. Fra queste vi è la Cecenia, dove la situazione è ormai a livelli epidemici. La denuncia arriva dall'International Medical Corps (Imc), un gruppo americano che da 10 anni è impegnato nel combattere la tubercolosi nel Caucaso del nord. “I 20 anni successivi al collasso dell'Urss e i 15 anni di guerre cecene hanno riportato la tubercolosi in queste terre” spiega Simon Rasin dell'Imc.
 
In Cecenia sono 325 i casi registrati ogni 100mila abitanti. A Mosca il dato è di 77 ogni 100mila abitanti, mentre in un Paese europeo la media è di poco superiore ai 10 casi. Il numero reale di contagi in Cecenia, però, potrebbe essere molto maggiore di quello ufficiale: non tutti i malati si fanno curare per paura della discriminazione sociale che questa malattia porta ancora con sé. Solo l'anno scorso la tubercolosi ha ucciso 139 persone su una popolazioni di poco superiore al milione di abitanti.
 
Una risposta pronta all'emergenza potrebbe salvare la vita a numerosi ceceni, ma la repubblica caucasica manca quasi di tutto, da strutture adeguate a personale medico-sanitario. Le autorità sono consapevoli del problema: il ministero locale della Sanità e la fondazione Akhmad Kadyrov, del potente presidente ceceno Ramzan Khadirov, hanno finanziato nella capitale la costruzione di un dispensario per la tubercolosi; i medici, però, spiegano che i suoi 70 posti letto non sono sufficienti ad affrontare l'epidemia e chiedono la riapertura dell'ex ospedale di Grozny, danneggiato e cosparso di mine durante le guerre. Due anni fa, il governo russo ha stanziato 9 milioni di dollari per ricostruire questa struttura, ma i lavori non sono mai iniziati, perché il terreno non è stato ancora bonificato dalle mine.
 
Lo stallo della ricostruzione nel settore sanitario non è l'unico problema. In Cecenia mancano medici professionisti e la situazione di estrema insicurezza, combinata a salari troppo bassi, non incentiva l'arrivo di specialisti dall'estero.
 
Ad aggravare la situazione, anche una scarsa consapevolezza dei rischi all'interno della società. La malattia è così contagiosa che richiede un lungo periodo di isolamento; per paura di essere emarginati o per la vergogna, spesso si preferisce nascondere il contagio affidandosi a rimedi tradizionali. E permettendo alla malattia di diffondersi rapidamente.
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