24/04/2008, 00.00
INDONESIA
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A Padang la legge islamica ormai è imposta a tutti

di Mathias Hariyadi
L’applicazione delle controverse leggi locali ispirate alla sharia è imposta ormai di fatto anche ai cittadini non musulmani. Le studentesse che non indossano il velo sono sospese e pochi hanno il coraggio di ribellarsi per paura delle rappresaglie di fondamentalisti.
Jakarta (AsiaNews) - A Padang, capitale della provincia di Sumatra ovest, si respira un’aria sempre di più da Stato islamico. È frequente che le studentesse che non indossano il velo (hijab) vengano sospese da scuola. L’obbligo del costume islamico, sancito dalla controversa legge regionale del 2005, è imposto anche alle ragazze non musulmane e ha generato un clima di forte pressione sulle minoranze religiose. Il proliferare di leggi locali ispirate alla sharia (perda syariat) è un fenomeno in crescita in Indonesia, ma su cui il governo centrale per ora ha scelto di non intervenire, nonostante le proteste di minoranze religiose e di Ong per i diritti umani.  
 
La situazione non è relegata alla sola Padang, dove il più forte promotore di leggi islamiche è lo stesso sindaco, Fauzi Bahar. In questa provincia a stragrande maggioranza musulmana, dal 2002 più di 19 distretti hanno varato le cosiddette perda syariat, normative che andrebbero, però, applicate ai soli cittadini musulmani: alcune criminalizzano comportamenti proibiti dalla legge islamica come adulterio, prostituzione, gioco d'azzardo, alcolismo e restringono le libertà delle donne. Anche agli uomini è imposto il vestito islamico: la tradizionale veste bianca, qui chiamata koko.
 
L’applicazione della legge sul velo a Padang sta andando ogni limite immaginabile, denunciano gli abitanti della zona. Una ragazza cattolica, in forma anonima, ammette: “Indossare il velo per me non è affatto piacevole e mi crea fastidio mentre devo studiare a scuola”. Anche altre studentesse, in diversi istituti, lamentano la stessa condizione. Se interrogate dai giornalisti, le ragazze chiedono di non essere citate perché temono di “essere perseguitate dai fondamentalisti”. “Siamo obbligate ad adattarci – dicono – non abbiamo scelta, altrimenti i responsabili della scuola ci mandano a casa”. Sudardo, tra i membri di una Ong locale che lavora per il dialogo interreligioso, riferisce che la legge sul velo è applicata in modo severo in almeno 4 scuole di Padang.
 
Altri residenti raccontano allarmati che dal 2003 a Padang, il sindaco Fauzi ha portato avanti con “entusiasmo” il progetto di “creare un’atmosfera più islamica” in città. Tra le altre norme ispirate alla sharia si ricorda l’obbligo per gli alunni delle scuole elementari di imparare a memoria il Corano.
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