16/11/2005, 00.00
ASIA
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A Seoul il II convegno dei rettori dei santuari d'Asia

L'incontro che si svolgerà a Seoul si propone di indicare linee pastorali comuni e di esaminare il ruolo dei santuari nell'inclulturazione della fede e nel dialogo interreligioso.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Analizzare il cammino iniziato a Manila, nel 2003, e volto ad accrescere la comunione e la comunicazione fra i responsabili della pastorale dei pellegrinaggi e dei santuari in Asia. E' l'obiettivo principale del II Congresso asiatico di pastorale per i pellegrinaggi e i santuari, che si svolgerà a Seoul dal 21 al 23 novembre. Promosso dal Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, in collaborazione con la corrispondente Commissione episcopale della Corea (CPCMI-CBCK), avrà per tema: Pellegrinaggi e Santuari, doni del Dio-amore in Asia oggi.

Nel corso dei lavori, saranno presi in esame i progressi fatti in ambito pastorale, a seguito del congresso di Manila. Verranno poi confrontate le esperienze, al fine di ampliare il dialogo e di indicare criteri pastorali comuni, nel rispetto delle specificità di ciascuno, in un continente ricco di religioni, culture, lingue e tradizioni. Si affronterà inoltre il tema dell'inculturazione e del dialogo ecumenico e inter-religioso, studiandosi anche i passi da compiere per la creazione dell'associazione dei direttori dei pellegrinaggi e rettori di santuari a livello continentale, e per alcuni Paesi a livello nazionale.

All'incontro è prevista la partecipazione di una novantina di direttori di pellegrinaggi e rettori di santuari, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, uomini e donne, provenienti da 14 Paesi dell'Asia: Bangladesh, Cina (Hong Kong e Macao), Corea, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Kazakhstan, Malesia, Myanmar, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia, Vietnam. Saranno presenti anche i responsabili della confederazione latino-americana dei santuari e dell'associazione corrispondente degli Stati Uniti.

In apertura dell'incontro il cardinale Hamao, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, illustrerà le tematiche allo studio. Parlerà delle mete dei pellegrinaggi, luoghi privilegiati dove Dio accoglie il suo popolo e dove è difesa la vita umana e promossa la famiglia. Il cardinale parlerà dei santuari come luogo che favorisce il dialogo ecumenico e interreligioso. Infatti, nei santuari dell'Asia specialmente giungono pellegrini di diverse Chiese e comunità ecclesiali, così come credenti di varie tradizioni religiose. Il presidente del Pontificioconsiglio farà un cenno poi all'inculturazione in quel continente, con riferimento non solo alla fede espressa in elementi della cultura locale, ma anche come forza che la anima e rinnova.

In proposito, tra l'altro, nella seconda giornata, poi, padre. Renzo De Luca, S.J., rettore del santuario giapponese dei 26 Martiri di Nagasaki, parlerà dl "dialogo ecumenico e inter-religioso". Il santuario del quale è rettore, essendo anche meta turistica, è visitato da molti non-cristiani, buddisti e scintoisti, interessati a conoscere la storia del cristianesimo. A quanti si recano al santuario per studio o per visitare alcune mostre, si cerca dunque di presentare pure aspetti religiosi.

Di "Inculturazione e altre questioni legate alle migrazioni" parlerà poi p. Devasia Mathew Mangalam, rettore del santuario di Fatima a Calcutta, in India.:P. Devasia parlerà del desiderio di fare esperienza di Dio che spinge milioni di persone a intraprendere pellegrinaggi ai santuari in diverse parti del mondo. In India, per esempio, vi sono centinaia di santuari e luoghi di pellegrinaggio di tutte le religioni, molti dei quali attraggono anche i turisti e offrono grandi opportunità per il dialogo e la stessa proclamazione del Vangelo. Egli parlerà di inculturazione. Accennerà, altresì, a cause (guerre, terrorismo, calamità naturali e globalizzazione) che costringono molti a lasciare la terra natia per guadagnarsi da vivere, o per sfuggire all'oppressione o al genocidio. Gente, quindi, di ogni condizione sociale raggiunge anche i centri di pellegrinaggio, luoghi di convergenza di diverse culture. Tali centri e gli insediamenti dei migranti in nuove terre, influiscono naturalmente sull'ethos socio-economico e religioso dei paesi d'accoglienza. Migrazioni e problemi di alloggi e d'impiego portano però a un divario sociale che può sfociare in sfruttamento e in pratiche contrarie alla morale. La Chiesa ha comunque espresso di nuovo chiaramente la sua preoccupazione pastorale nei riguardi dei migranti nella recente Istruzione Erga migrantes caritas Christi.

L'ultima giornata sarà dedicata al dialogo in vista della creazione di una Associazione di direttori di pellegrinaggi e rettori di santuari a livello continentale, e, per alcuni Paesi, a base nazionale. Offriranno al riguardo i loro suggerimenti, mons. Gaspar Quintana (vescovo di Copiapó, in Cile), presidente della Confederazione latino-americana dei santuari, e p. Cyril Guise, presidente dell'Associazione nazionale per l'apostolato dei santuari e pellegrinaggi degli Stati Uniti (NASPA).

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