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» 17/05/2012
VIETNAM
Aborti, frutto di egoismo e materialismo, male oscuro del progresso vietnamita
di Nguyen Hung
Il Pil nel primo quadrimestre del 2012 registra una crescita del 4%. Tuttavia, la società rischia di disgregarsi insieme alla famiglia. Picco nelle interruzioni di gravidanza: a Ho Chi Minh City sono pari alle nascite. Governo e religioni devono collaborare per ricostruire i nuclei familiari e l’intera comunità.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - La crescita economica in Vietnam ha determinato un miglioramento nella qualità di vita, ma ha anche contribuito a diffondere uno stile di vita improntato all'egoismo e al consumismo. Questi due elementi sono un fattore disgregante per la famiglia, da sempre il punto di riferimento per ogni cittadino; l'erosione dei valori sociali e morali ha inoltre innescato una serie di ripercussioni sulla popolazione e i giovani in particolare. Fra queste, il dato più significativo - e al contempo negativo - è l'impennata nel numero di aborti, che oggi nella sola Ho Chi Minh City "è pari al numero delle nascite" con dati statistici che generano una situazione di allarme sociale.

Gli ultimi dati riferiti dal Financial Times, relativi al primo quarto del 2012, parlano di una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) pari al 4%. Tuttavia, uno sviluppo incontrollato e poco armonico è causa di ingiustizie sociali e problemi che sono destinati ad aumentare col trascorrere del tempo. Il professor Nguyen T.N., del reparto maternità dell'ospedale di Từ Dũ nella ex Saigon, sottolinea ad AsiaNews che "il numero degli aborti è estremamente preoccupante". Ogni anno vi sono 700mila casi in tutto il Vietnam e, nella sola Ho Chi Minh City, su un totale di 8,3 milioni di abitanti, vi sono ogni anno 100mila nascite e "altrettanti" casi di interruzione volontaria della gravidanza.

Il medico e docente riporta i dati relativi alla struttura in cui lavora: nel reparto maternità dell'ospedale Từ Dũ il numero delle nascite è di circa 45mila, ma "gli aborti superano i 30mila". E in tutto il Paese, aggiunge, il dato di "feti grandi o piccoli" uccisi dalle loro madri varia tra 1,2 milioni e 1,6 milioni. Il 5% delle future mamme ha partorito prima dei 18 anni e il 15% prima dei 20. Per spiegare il fenomeno, critici ed esperti puntano il dito contro "pragmatismo e consumismo".

P. Joseph, dell'arcidiocesi di Saigon, spiega che "il consumismo sta erodendo le tradizioni etnico-culturali del popolo vietnamita" e conferma che le nuove generazioni sono impregnate di "egoismo e scarsa sensibilità". Egli auspica l'intervento delle autorità e una collaborazione con gli esponenti delle religioni, in particolare nei settori più sensibili quali l'istruzione e la sanità. "Le iniziative delle organizzazioni religiose - conclude il sacerdote - sono in grado di ridurre le malattie sociali in famiglia e nelle strutture sociali".


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