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    » 19/06/2012, 00.00

    INDONESIA

    Aceh, centinaia di estremisti islamici attaccano una casa di preghiera cristiana

    Mathias Hariyadi

    L’edificio, colpito con pietre e sassi durante la funzione domenicale, ha riportato seri danni. Il luogo di culto appartiene alla comunità protestante Indonesian Bethel Church e, secondo i fondamentalisti, non è in regola con i permessi di costruzione. Le violenze in continuo aumento nella provincia.

    Jakarta (AsiaNews) - Una folla di estremisti islamici ha attaccato una casa di preghiera cristiana nella provincia di Aceh, danneggiando l'edificio e costringendo i fedeli a interrompere le funzioni. Testimoni locali, che chiedono l'anonimato, raccontano che l'aggressione è avvenuta il 17 giugno, durante le celebrazioni della domenica. Il luogo di culto appartiene alla comunità protestante Indonesian Bethel Church; dietro l'assalto dei fondamentalisti pare vi sia la mancanza - accusa respinta dai cristiani - del permesso di costruzione della casa, il famigerato Imb (Izin Mendirikan Bangunan). A gettare ulteriore sconforto e paura fra i membri della chiesa, il fatto che la vicenda sia accaduta sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta durante l'attacco e, in un secondo momento, ha posto i sigilli alla struttura.

    L'attacco contro i cristiani della Indonesian Bethel Church è avvenuto a Peunayong, capoluogo della provincia di Banda Aceh. La folla ha colpito mentre era in corso la preghiera domenicale: centinaia di assalitori hanno scagliato pietre e sassi contro l'edificio, causando gravi danni. Testimoni oculari confermano che la polizia ha assistito alla scena senza intervenire, mentre i fedeli hanno dovuto evacuare la zona e cercare rifugio in un luogo più tranquillo. Attivisti per i diritti umani e associazioni condannano il raid estremista, sottolineando il fatto che è avvenuto in un "ambiente pluralista", conosciuto in passato per la relativa calma.

    La provincia di Aceh, la più occidentale dell'arcipelago di Indonesia, è anche l'unica in cui vige la Shariah; il rispetto delle regole è inoltre assicurato dalla presenza per le strade della "polizia della morale", un corpo speciale che punisce le violazioni al costume. In passato sotto la guida del governatore Irwandy Yusuf - capo della guerriglia - vigeva una relativa calma e armonia interreligiosa fra maggioranza musulmana e "stranieri" di diverse confessioni non islamiche. Tuttavia, negli ultimi tempi la situazione è cambiata: sono iniziati gli attacchi contro le minoranze religiose, l'ala fondamentalista ha guadagnato sempre più potere e libertà di azione.

    Alle elezioni dello scorso aprile ha trionfato Zaini Abdullah, anch'egli leader della guerriglia separatista a lungo in esilio in Svezia, che ha promesso lotta alla corruzione e applicazione della legge islamica (cfr. AsiaNews 18/04/2012 Zaini Abdullah, nuovo governatore di Aceh, promette più Shariah). A testimonianza della crescente tensione interreligiosa, nel recente passato l'area è stata teatro di attacchi e violenze contro le comunità cristiane, che hanno portato alla chiusura dei luoghi di culto (cfr. AsiaNews 07/05/2012 Minacce estremiste ad Aceh: le autorità chiudono tre chiese).

    L'Indonesia è famosa per le sue campagne di moralizzazione, in nome della Shariah e del costume islamico, che assumono una connotazione particolarmente marcata ad Aceh: fra queste, la recente proposta di legge volta a proibire l'uso della minigonna (cfr. AsiaNews 29/03/12 Il governo indonesiano vuole proibire le minigonne), la campagna di moralizzazione degli ulema contro yoga e tabacco (cfr. AsiaNews 26/01/09 Musulmani indonesiani contro yoga, fumo e astensione dal voto) e i raid della polizia contro jeans e gonne attillate (cfr. AsiaNews 27/05/10 West Aceh: raid e posti di blocco della polizia contro jeans e gonne attillate).

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