26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/07/2010 11:16
ASIA
Acqua, un diritto umano fondamentale. Ne discute l'Onu
Almeno 3 miliardi di persone non hanno acqua corrente entro un chilometro da casa, 884 milioni attingono l’acqua potabile da fonti non protette. L’Onu discute se riconoscere l’acqua come diritto umano fondamentale. Ma Canada e altri Stati sviluppati si oppongono.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Il diritto all’acqua come diritto umano fondamentale: alle Nazioni Unite è in discussione una risoluzione che lo afferma e si prevede che sarà votata entro luglio. Ma incontra l’opposizione di Paesi occidentali, il Canada in testa, e si profila un duro contrasto nord-sud. Maude Barlow, sostenitrice della risoluzione ed ex consigliere  Onu per l’Acqua nel 2008-2009, spiega all’agenzia Inter Press Service che circa 2 miliardi di persone vivono in regioni povere di acqua e almeno 3 miliardi non hanno acqua corrente entro un chilometro dall’abitazione. La Barlow ha mandato una lettera a tutti i 192 delegati Onu per chiedere che il diritto all’acqua sia inserito tra i diritti umani fondamentali, sottolineando che ciò è necessario per una vita degna e che quando nel 1948 è stata approvata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non si poteva pensare che un giorno il diritto all’acqua sarebbe stato contestato. Spiega che “nel 2010 non è esagerato dire che la mancanza di un accesso all’acqua potabile sia la maggiore violazione mondiale dei diritti umani”.

Il Canada si oppone al riconoscimento di questo diritto, come pure l’Australia e Stati occidentali come Stati Uniti e Gran Bretagna, al punto che la controversia “inizia a porsi” come un contrasto tra nord e sud del mondo. La risoluzione in discussione riconosce come diritti fondamentali “l’acqua e la sanità”.

Ann-Mari Karlsson dell’Istituto internazione di Stoccolma per l’acqua (Siwi) è d’accordo che “il diritto all’acqua e alla sanità sono componenti del diritto a un adeguato standard di vita e che questi diritti rientrano nell’art. 11 della Convenzione internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali”.

I dati riportati dal Siwi sono gravissimi: 884 milioni di persone attingono ancora l’acqua potabile da fonti come laghi, canali di irrigazioni, pozzi non protetti; oltre il 50% dei bambini malnutriti dipendono da diarrea e infezioni intestinali conseguenze della mancanza di acqua pulita e dello scarso igiene, ogni anno ci sono 1,8 milioni di morti per infezioni intestinali e il 90% sono bambini con meno di 5 anni, quasi tutti in Paesi in via di sviluppo; nei Paesi in via di sviluppo metà dei letti in ospedale sono occupati da pazienti vittime di malattie collegate con la scarsità d’acqua; almeno i due terzi delle persone che mancano d’acqua hanno meno di 2 dollari al giorno per vivere.

Tra i 10 Paesi maggiori utilizzatori d’acqua ci sono India, Cina, Pakistan, Giappone, Thailandia, Indonesia, Bangladesh e Russia, oltre a Usa e Messico, ma nelle grandi città i poveri abitanti in baraccopoli pagano un litro d’acqua da 5 a 10 volte di più di chi vive nei quartieri ricchi. Un bambino nato nei Paesi sviluppati consuma da 30 a 50 volte più acqua di uno nato in un Paese in via di sviluppo.

L’Unione europea ha già riconosciuto l’acqua come un diritto umano e i sostenitori della mozione sperano che i Paesi Ue si battano per approvarla. Ma nessuno si aspetta un immediato riconoscimento di questo diritto, vista l’opposizione di vari Paesi e la necessità di raggiungere un consenso globale. Esperti osservano che molte opposizioni sono motivate dalla ricerca di guadagno economico: per mantenere il diritto a vendere l’acqua a prezzo alto.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
11/02/2009 CINA - NAZIONI UNITE
L’Onu interroga la Cina sui diritti umani, Pechino risponde sull’economia
02/08/2011 TIBET - CINA
La Cina porta l’inquinamento nei monasteri del Tibet
01/12/2005 cina
Pechino invita chimici delle UN per testare le acqua inquinate
24/01/2011 VIETNAM
Hanoi, 7 milioni di persone bevono acqua contaminata
12/02/2010 ASIA – CANADA
Vancouver: le speranze dell’Asia alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate