07/03/2026, 11.30
NEPAL
Invia ad un amico

Kathmandu: dopo le elezioni la Chiesa chiede riforme e buon governo

di Santhos Digal

Mentre l'ex rapper e sindaco di Kathmandu Balendra “Balen” Shah sembra destinato a ricoprire il ruolo di nuovo primo ministro, l'amministratore apostolico p. Silas Krishna Bogati chiede al futuro governo di puntare sulla lotta alla corruzione, il lavoro e la stabilità politica, esprimendo anche la speranza che continui la tutela della libertà religiosa delle minoranze.

Kathmandu (AsiaNews) – Dopo le elezioni parlamentari del 5 marzo in Nepal, la priorità del nuovo governo dovrà essere quella di affrontare le sfide economiche, garantire stabilità politica e creare opportunità di lavoro attraverso una governance più efficace e trasparente. È l’appello lanciato da p. Silas Krishna Bogati, amministratore apostolico del Vicariato apostolico del Nepal. 

Secondo i risultati preliminari, il partito Rastriya Swatantra Party guidato da Balendra ‘Balen’ Shah, ex rapper diventato sindaco di Kathmandu, è nettamente in testa e si avvia verso la vittoria contro i partiti tradizionali, che hanno ottenuto risultati deludenti.

Le elezioni sono state le prime dopo le rivolte studentesche contro la corruzione che ha portato alla caduta del governo guidato dalla coalizione dell’ex primo ministro K.P. Sharma Oli. Le proteste, sostenute dai giovani della generazione Z, avevano provocato circa 77 morti e scosso profondamente la scena politica del Paese.

“Molti giovani hanno aspirazioni di cambiamento e alcuni hanno dato la vita per questo”, ha affermato Bogati, il primo sacerdote cattolico originario del Nepal. “Per questo il buon governo dovrebbe essere la priorità di qualsiasi nuovo esecutivo”.

Secondo il religioso, le elezioni si sono svolte in modo pacifico, con solo pochi incidenti minori e senza significativi episodi di intimidazione. Anche osservatori internazionali presenti nel Paese hanno confermato che il processo elettorale si è svolto regolarmente.

Il Nepal ha votato per rinnovare i 275 membri della Camera dei rappresentanti, la camera bassa del Parlamento. Di questi, 165 sono eletti direttamente nei collegi uninominali mentre 110 sono assegnati con un sistema proporzionale basato sulle liste dei partiti.

L’affluenza alle urne si è attestata intorno al 60%, secondo quanto comunicato dal presidente ad interim della Commissione elettorale Ram Prasad Bhandari. Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto alle elezioni del 2022, quando aveva votato il 61% degli aventi diritto.

“Ho visto molti giovani ai seggi, ma anche persone di tutte le età”, ha spiegato Bogati. “I giovani sentono che questa elezione appartiene anche a loro e sperano di poter portare cambiamenti attraverso il voto”.

Secondo il sacerdote, gran parte della popolazione si aspetta che il prossimo governo riesca a rilanciare l’economia e a garantire una stabilità politica duratura, migliorando al tempo stesso i servizi pubblici. “Il governo dovrà lavorare per creare migliori opportunità economiche e occupazionali per tutti, rafforzando istruzione, sanità e infrastrutture e sostenendo donne, giovani e persone più povere”, ha sottolineato. Allo stesso tempo, ha aggiunto, sarà necessario contrastare corruzione, nepotismo e clientelismo politico.

Durante la campagna elettorale è emerso anche il tema di una possibile riforma costituzionale. Alcuni elettori, soprattutto tra i giovani, hanno sollevato la questione di una Costituzione più responsabile nei confronti dei cittadini.

“Se un partito sostenuto dalla Gen Z ottenesse la maggioranza, potrebbe emergere la proposta di una nuova Costituzione”, ha spiegato Bogati. Tuttavia il religioso ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze per le minoranze religiose. “Se il nuovo governo decidesse di eliminare il principio di laicità, i cristiani potrebbero avere dei problemi”.

Attualmente la Costituzione garantisce formalmente la libertà religiosa, ma secondo il sacerdote la sua applicazione rimane spesso debole. “Come minoranza religiosa, i cristiani guardano al futuro con una certa preoccupazione”, ha detto. “Speriamo che la situazione migliori, ma resta il timore che il sistema politico e istituzionale non favorisca pienamente le minoranze”.

Secondo il censimento del 2021, il Nepal conta circa 30 milioni di abitanti, in maggioranza induisti e buddhisti. I cristiani sono ufficialmente poco più di 500mila, ma i leader ecclesiali ritengono che possano essere fino a tre milioni. Circa il 10% della popolazione vive inoltre all’estero per lavoro.

“Si specula che il partito di Balen possa ottenere un buon risultato, ma lo scopriremo solo con il conteggio dei voti”, ha commentato Bogati.

In totale più di 3.400 candidati appartenenti a 65 partiti hanno partecipato alle elezioni. Oltre al Rastriya Swatantra Party, tra i principali contendenti figurano anche i due partiti storicamente dominanti della politica nepalese: il Nepali Congress e il Partito comunista del Nepal (marxista-leninista unificato) guidato dall’ex primo ministro Oli.

Bogati ha sottolineato anche l’importanza della partecipazione femminile. “Le donne rappresentano una parte molto significativa dell’elettorato. Al seggio dove ho votato ho visto molte donne partecipare al voto”, ha raccontato, ricordando che alcune candidate, tra cui 15 appartenenti alla Gen Z, hanno presentato programmi politici significativi.

Le elezioni sono state organizzate da un governo ad interim guidato dall’ex presidente della Corte suprema Sushila Karki, la prima donna a ricoprire il ruolo, e si sono svolte con il dispiegamento di migliaia di soldati e agenti di polizia per garantire la sicurezza dei seggi in tutto il Paese.

Secondo padre Bogati, il futuro del Nepal dipenderà dalla capacità del nuovo governo di rispondere alle aspettative di cambiamento espresse dalla popolazione. “La vera domanda”, conclude, “è quale visione avrà il nuovo governo per il futuro del Paese”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
In costruzione un tempio a Krishna, il monumento religioso più alto del mondo
19/10/2016 16:04
Nepal: muore senza giustizia il padre di Krishna Adhikari, fucilato dai maoisti
24/09/2014
Dopo 7 secoli, il re non festeggia il compleanno di Krishna
05/09/2007
Le autorità kazake contro Testimoni di Geova, cristiani e Hare Krishna
03/05/2012
La polizia kirghiza proibisce ai fedeli di riunirsi in casa per pregare
17/08/2009


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”