09/05/2017, 08.53
INDONESIA
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Ahok condannato a due anni per blasfemia. Stupore e turbamento in Indonesia

di Mathias Hariyadi

Il governatore di Jakarta è ora condotto alla prigione di Cipinang.  La condanna è più pesante delle richieste dei pubblici ministeri. Il caso ha diviso la nazione e ha dato vigore ai gruppi islamici radicali. Si accentuano i contrasti tra i movimenti radicali e i gruppi moderati. La situazione politica non è vantaggiosa per il presidente Joko Widodo.

Jakarta (AsiaNews) – Il tribunale distrettuale di North Jakarta ha dichiarato il governatore uscente Basuki "Ahok" Tjahaja Purnama colpevole di blasfemia per aver suggerito che alcune persone hanno abusato di un versetto coranico per bloccare la sua rielezione. Il collegio di giudici condotto da Dwiarso Budi Santiarso ha condannato Ahok a due anni di carcere per tale reato. Il governatore cristiano, il cui mandato termina in ottobre, ha annunciato che farà appello al verdetto.

Ahok era accusato in principio di blasfemia a norma dell'articolo 156a del codice penale e di diffamazione ai sensi dell'articolo 156. I procuratori, tuttavia, avevano fatto cadere l’accusa di blasfemia nella loro richiesta di sentenza, dicendo che non vi è alcuna prova che il governatore abbia commesso blasfemia. Essi, pertanto, hanno chiesto che Ahok fosse condannato a due anni con la condizionale e un anno di carcere qualora commettesse di nuovo il reato.

L'accusa di blasfemia contro Ahok ha diviso la nazione e ha dato vigore ai gruppi islamici radicali. Essa è stata infatti strumentale alla sconfitta del governatore uscente nelle elezioni governative del 19 aprile scorso. In un suo discorso nella reggenza di Thousand Islands lo scorso settembre, Ahok aveva dichiarato che alcune persone erano state “ingannate” da coloro che usano per fini politici l’Al-Maidah 51, un versetto coranico che alcuni religiosi credono vieti ai musulmani di eleggere un leader non musulmano.

Il verdetto ha suscitato emozioni contrastanti in tutto il Paese. La maggior parte delle persone esprimono sentimenti di angoscia e commentano che la sentenza emessa non è giusta, poiché per mesi i cinque giudici della corte distrettuale hanno subito una grande pressione sociale da parte degli avversari politici di Ahok. Ciò che colpisce è che la condanna è di gran lunga più pesante delle richieste dei procuratori.

Durante l’udienza finale di oggi, Ahok ha spiegato che la corte ha politicamente distorto la natura del suo incontro con la popolazione locale nelle Thousand Islands dello scorso settembre 2016. Il giudice ha affermato che, invece di discutere questioni inerenti la pesca tra i pescatori locali, Ahok ha di proposito “deviato” il problema, rilasciando commenti offensivi che non erano “correlati” alla sua intenzione di incontrare gli abitanti del luogo.

Con Ahok in prigione, il governatorato di Jakarta sarà consegnato al suo vice Djarot Saiful Hidayat, figura nazionalista del Partito democratico indonesiano (Pdip) fino ad ottobre 2017. Da quel momento comincerà il mandato di Anies Baswedan, che nelle ultime elezioni ha sconfitto il governatore uscente grazie al sostegno dei movimenti fondamentalisti islamici.

Mentre i suoi legali tentano di presentare una causa legale presso il distretto di Stato maggiore per una sentenza più leggera, Ahok è ora condotto alla prigione di Cipinang,  il più grande complesso di detenzione di East Jakarta.

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