24/02/2017, 12.09
EGITTO - VATICANO - ISLAM

Al Azhar e il Vaticano rilanciano il dialogo interreligioso e la lotta al fondamentalismo

Si è concluso ieri al Cairo il simposio promosso dal Centro di Al Azhar per il dialogo e dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Dai partecipanti l’invito a contrastare “alla radice” i fenomeni alla base di “violenza e povertà”. L’impegno alla tutela dei giovani, più esposti alle ideologie estremiste. Prosciugare i fondi e fermare il rifornimento di armi ai gruppi terroristi. 

 

Il Cairo (AsiaNews) - Contrastare “alla radice” i fenomeni che sono alla base “dell’estremismo, della violenza, della povertà, dell’ignoranza e dell’uso politico della religione”; rafforzare il dialogo fra le principali istituzioni cristiana e musulmana sunnita; rilanciare il valore delle “differenze” a livello di culto, che vanno rispettate e preservate. Sono questi alcuni degli obiettivi programmatici emersi a conclusione del simposio islamo-cristiano, che si è tenuto il 22 e il 23 febbraio all’università di Al Azhar, massima istituzione dell’islam sunnita, al Cairo.

Su iniziativa del  Comitato congiunto formato dal Centro di Al Azhar per il dialogo e dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, alcune personalità di primo piano delle due fedi si sono riunite nella capitale egiziana per discutere sul tema: “Il ruolo di Al Azhar Al- Sharif e del Vaticano nell’opera di contrasto dei fenomeni del fanatismo, dell’estremismo e della violenza”. 

Al simposio sono intervenuti, fra gli altri, il prof. Abbas Shauman, vice di Al Azhar, il prof. Mahmoud Hamdi Zakzouk, capo del centro per il dialogo dell’università e il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. 

Gli interventi dei relatori si sono concentrati attorno a tre temi peculiari: il fanatismo, l’estremismo e la violenza. Ciascuno dei relatori ha quindi individuato possibili percorsi comuni per contrastare questi fenomeni alla base di violenze e oppressione in diverse regioni della terra. 

Nel documento finale, diffuso ieri sera a chiusura del simposio, i partecipanti ricordano “la necessità” di “prestare attenzione alle istanze del mondo giovanile” aprendo “canali” di dialogo e illustrando loro i precetti di ciascuna religione, perché la possano comprendere e rispettare. Per questo è necessario rafforzare “i curriculum scolastici”, fornendo una “base comune” sui “valori” dell’essere umano e rilanciando il cammino di emancipazione della donna, insieme alla “cura dei bambini”. 

“Misericordia, amore e rispetto” sono la via per contrastare le violenze e il fanatismo, cui si deve affiancare una sempre maggiore “collaborazione” fra Al Azhar e il Vaticano “al fine di promuovere la coesistenza e la comunicazione” fra le due realtà. “Il dialogo - spiega il comunicato finale - è la base delle relazioni fra le persone, fra individui, fra civiltà e religioni”. Esso è la sola via per “stabilire la pace, la sicurezza e la stabilità”. 

Sottolineando l’importanza degli incontri fra personalità di primo piano del Vaticano e di Al Azhar, essenziali per “dissipare malintesi” e rafforzare “la tolleranza”, i partecipanti chiedono di lottare con maggiore forza contro “gruppi” che minano la stabilità e la convivenza. Inoltre, è necessario “alleviare” le sofferenze di quanti subiscono violenze in nome della religione in molte parti del mondo ed “eliminare” l’odio e l’animosità “fra religioni e la profanazione dei simboli religiosi”. 

“Bisogna stabilire una seria collaborazione - conclude il comunicato - per contrastare, in un modo realistico e fattivo, il terrorismo e le organizzazioni terroristiche. Lavorare per prosciugare le loro fonti di sostentamento, fermare i rifornimenti di denaro e di armi, chiudere le porte dei social e delle comunicazioni, per proteggere i giovani dalle loro ideologie devastanti”. 

Da tempo Al Azhar è criticato dagli stessi musulmani perchè non condanna con nettezza il fondamentalismo islamico violento e perchè i testi usati nelle sue scuole sono impregnati della visione fondamentalista.

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