20/10/2008, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

Ancora case bruciate in Orissa. Dichiarazione dei vescovi

di Nirmala Carvalho
Gli estremisti violano il coprifuoco. Razzie degli animali d’allevamento e festini sulle rovine. I vescovi denunciano una totale sfiducia verso il governo dell’Orissa. La proposta di Singh, di ricostruire le chiese distrutte, condannata dai gruppi fondamentalisti.

Bhubaneshwar (AsiaNews) – Gruppi di radicali indù hanno bruciato diverse case di cristiani nella notte del 19 ottobre nel distretto di Kandhamal (Orissa). Il governo dello Stato predica che la situazione “sta ritornando alla normalità”, ma i vescovi della regione, in una dichiarazione pubblicata oggi, affermano che “i cristiani di Kandhamal hanno perso ogni fiducia verso le autorità e sentono che i loro diritti fondamentali sono stati annientati da questo governo eletto in modo costituzionale”.

P. Manoj Digal, responsabile per il settore rurale al Centro sociale della diocesi di Cuttack-Bhubaneshwar, racconta ad AsiaNews che “ogni notte, sfidando il coprifuoco che vige dalle 10 di sera alle 5 di mattina, gruppi estremisti indù si aggirano fra i villaggi di queste zone remote e con l’aiuto di torce elettriche, portano ovunque la distruzione. La notte del 19 ottobre, varie case di cristiani sono state bruciate nella zona di Ratingia e Kurmingia. Le poche case che erano scampate ai raid di agosto sono state tutte rase al suolo”.

“Dopo la distruzione fisica e le morti umane – continua il sacerdote – ora è la volta degli animali. Galline, capre, bufali e buoi vengono rubati. In diversi villaggi, dopo aver distrutto le case dei cristiani, gli estremisti uccidono le capre e le galline e fanno festa in mezzo alle rovine del villaggio cristiano”.

Razzie simili sono avvenute anche nell’ospedale dei Missionari della carità (l’ordine di Madre Teresa) a Srasananda. La struttura che serviva lebbrosi e tubercolotici, era già stata distrutta dagli estremisti indù nel dicembre scorso. Ricostruita in parte, è stata assaltata lo scorso agosto.

Nei giorni scorsi, Oscar Lete, il superiore della casa, è riuscito a visitare il villaggio e i resti dell’ospedale. “Questa volta – racconta ad AsiaNews - gli estremisti hanno distrutto davvero tutto: perfino i materassi, i cuscini, gli infissi delle finestre, le porte, tutto è stato distrutto. Gli animali d’allevamento sono stati rubati, come anche le nostre riserve di cibo. Tutto è divenuto una terra desolata e spoglia”.

Il saccheggio e la distruzione degli allevamenti rende sempre più improbabile il ritorno dei cristiani nelle loro terre. “Almeno 12 mila cristiani – dice p. Manoj - hanno abbandonato i campi profughi approntati dal governo e sono migrati negli Stati vicini, dove dovranno ricominciare una nuova vita, senza avere nulla, nemmeno un documento di identità. È una tragedia umana gigantesca, una gravissima violazione dei diritti umani”.

Il governo dell’Orissa continua  a garantire che la situazione sta ormai normalizzandosi, ma esso non è convincente

In una dichiarazione congiunta pubblicata oggi, i vescovi dell’Orissa e la Conferenza dei vescovi indiani affermano invece che “dopo 54 giorni dagli attacchi a i cristiani di Kandhamal, la situzione del distretto e in altre parti dell’Orissa è ancora tesa e senza sicurezza. I cristiani hanno paura a tornare nei loro villaggi, minacce di morte costringono molti a fuggire nella foresta, o a vivere in situazioni disumane nei campi di rifugio statali. I campi si riducono di numero, non perché la gente ritorna ai loro villaggi, ma perché emigra in altri distretti e Stati in cerca di sicurezza. I cristiani di Kandhamal hanno perso ogni fiducia verso le autorità e sentono che i loro diritti fondamentali sono stati annientati da questo governo eletto in modo costituzionale”.

I vescovi domandano l’urgente apertura di inchieste sulle violenze, le uccisioni di 60 cristiani, gli stupri e le distruzioni e esigono una “giusta e adeguata ricompensa” a persone e istituzioni che sono state colpite.

Nei giorni scorsi il primo ministro Manmohan Singh ha incontrato rappresentanti del Consiglio mondiale delle Chiese. Ad essi egli ha promesso che il governo si preoccuperà di ricostruire le chiese danneggiate o distrutte e ha deciso che preso sarà inviata una commissione per approntare un piano di ricostruzione. Fra i membri vi saranno anche dei cristiani.

La dichiarazione di Singh è stata criticate dai gruppi estremisti. Il gruppo per gli affari tribali di Kandhamal, legato alla Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh) si è subito schierato contro la proposta. “Nemmeno una chiesa sarà ricostruita nella nostra terra”, ha detto Laxmikant Das, il segretario generale del gruppo.

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Vescovi indiani: le violenze contro i cristiani in Orissa sono un atto di terrorismo
18/12/2008
Orissa, a 5 mesi dall’attacco ancora nessun aiuto dal governo
12/05/2008
Orissa, tornano le suore di madre Teresa: riportiamo il sorriso ai perseguitati
09/05/2008
La Corte suprema chiede al governo dell’Orissa più protezione per i cristiani
07/01/2009
Orissa, il governo vessa i cristiani. Ordine di demolizione per una chiesa
20/08/2011