10/08/2007, 00.00
INDIA
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Andhra Pradesh: 10mila cristiani protestano contro false accuse di omicidio

di Nirmala Carvalho
Per la morte di un giovane studente in un collegio professionale cattolico, il ministro ordina l’arresto di un sacerdote e di alcuni ragazzi. Cattolici e protestanti, e vari esponenti politici protestano per l’accusa senza prove. Arcivescovo di Hyderabad: è un “tentativo di screditare e intimidire la Chiesa”.

New Delhi (AsiaNews) – Oltre 10mila cristiani di varie confessioni hanno partecipato, alla marcia di protesta per la campagna di odio contro la comunità cristiana. L'imponente manifestazione è avvenuta il 6 agosto ad Eluru, distretto del Godavari occidentale (Andhra Pradesh),. Alla guida del corteo mons. John Mulagada, vescovo di Eluru, insieme al vescovo mons. Mathew Cheriankunnel e al vescovo anglicano mons. John S.D. Raju, ai quali si sono uniti in segno di solidarietà il sindaco Shri Kare Babu Rao e il parlamentare Shri Alla Kalikrishna.

Al termine gli studenti e i responsabili della scuola sono rimasti davanti al Collectorate distrettuale minacciando uno sciopero della fame in protesta contro l’ordine di arresto di un religioso e alcuni ragazzi del collegio emesso dal ministero per il Benessere delle minoranze. Mons. Marampudi Joji, arcivescovo di Hyderabad, ha consegnato un memorandum ai rappresentanti del ministero. La protesta è finita dopo che le autorità presenti hanno assicurato che le indagini per la morte dello studente B. Narajan saranno condotte in modo equo e libero da influenze politiche.

La sera del 22 giugno B. Niranjan, studente del primo anno del corso di Chirurgia odontoiatrica presso il Collegio dentistico St. Joseph (gestito dalla diocesi), è stato trovato impiccato nella sua stanza. Altri studenti e responsabili dell’istituto spiegano che il giovane aveva difficoltà negli studi e quel giorno aveva avuto un’accesa discussione davanti a tutti con una compagna di corso, verso cui aveva un interesse sentimentale. In seguito i parenti del giovane e gruppi di persone hanno accusato padre Anand, economo della scuola, e 4 studenti di avere ucciso il ragazzo perché membro di una comunità tribale, simulando il suicidio. La denuncia è stata presentata alla magistratura e alle Commissioni statali per la tutela delle Scheduled Caste e delle Scheduled Tribes. Il 4 agosto Shri Redya Naik, ministro per il Benessere dei tribali, ha chiesto ai genitori di Niranjan di cessare il proclamato sciopero della fame e ha ordinato l’arresto dei “colpevoli”. Questo ha suscitato la marcia di protesta.

Chi conosceva il ragazzo lo descrive come “irritabile” e “solitario” e ricordano come il giorno fatale fosse molto agitato, al punto da aver scagliato un oggetto contundente contro un compagno. Tutti escludono che nel Collegio ci siano discriminazioni di qualsiasi tipo. “Viviamo come una famiglia – dice lo studente S. Suruti – senza discriminazioni, anche se abbiamo fedi diverse, apparteniamo a etnie differenti e veniamo da Paesi distanti”.

Mons. Joji ha denunciato ad AsiaNews “il tentativo di screditare e intimidire la comunità cristiana” strumentalizzando la vicenda. “I cristiani – ha aggiunto – sono una minoranza al servizio della maggioranza della popolazione. Una recente indagine della Conferenza episcopale ha accertato che nei nostri istituti il 53% degli studenti sono indù, il 22,7% cattolici e l’8,6% musulmani. Dalit e tribali sono sempre stati ben accolti e tramite l’istruzione possono migliorare la loro situazione”.

Padre Anthoniraj Thumma, segretario esecutivo della Federazione delle Chiese dell’Andhra Pradesh, sottolinea che “gruppi interessati stanno utilizzando questo suicidio per screditare la direzione del Collegio e la Chiesa”.

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