01/06/2019, 09.34
COREA DEL SUD
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Andong, cattolici in festa per i 50 anni della diocesi

Con 51.909 fedeli, è la più piccola circoscrizione ecclesiastica di Corea. All'inizio del XIX secolo, i primi cristiani insediatisi nell'area erano rifugiati dalla persecuzione. Il vescovo emerito mons. René Dupont (Mep) vi arrivò nel 1969, con il compito di far crescere sette parrocchie vuote con l'aiuto di pochi sacerdoti. Andong è una diocesi molto rurale ed è colpita in modo particolare dall’invecchiamento della popolazione.

Seoul (AsiaNews/EdA) – Lo scorso 26 maggio, tutte le parrocchie di Andong si sono riunite per celebrare il 50esimo anniversario della più piccola diocesi sudcoreana. Presieduti dal vescovo locale, mons. John Chrisostom Kwon Hyok-ju, i festeggiamenti hanno avuto luogo presso una grande palestra affittata per l’occasione. Qui hanno trovato posto centinaia di fedeli, troppi per la cattedrale dell’Immacolata Concezione. Erano presenti anche quasi tutti tra i 91 sacerdoti che servono la diocesi.

Ha aperto le celebrazioni un filmato che rende omaggio al vescovo emerito di Andong, mons. René Dupont, della Società per le missioni estere di Parigi (Mep). Il presule arrivò in Corea del Sud nel 1969, con il compito di far crescere sette parrocchie vuote (ora sono 39) e l'aiuto di pochi sacerdoti. “Andong è cambiata così tanto in 50 anni”, ha ricordato. “Oggi ci sono 51.909 cattolici nella diocesi [quasi il 7% della popolazione]. Tutti si conoscono. Infatti, Andong è anche la più piccola diocesi della Corea. Le persone sono felici di venire qui, l'atmosfera è molto cordiale”.

Nel centro della palestra, attori hanno portato in scena i principali avvenimenti nella storia della presenza cristiana ad Andong. All'inizio del XIX secolo, i primi cristiani insediatisi nell'area erano rifugiati dalla persecuzione. Per paura di essere scoperti e condannati a morte, vivevano in comunità in montagne remote. Molti sono diventati martiri (nel 1815, 1827 e soprattutto nel 1866). Solo dopo la firma del trattato franco-coreano, che nel 1886 ha riconosciuto la libertà religiosa, i cristiani hanno potuto lasciare i loro nascondigli. Vivevano sul territorio di intellettuali confuciani, monaci buddisti e sciamani. La paura di un cambio di regime ed il ricordo della persecuzione li spingeva a rimanere discreti. Le prime ondate di evangelizzazione hanno avuto luogo a partire dal 1953, dopo la Seconda guerra mondiale e quella di Corea.

“Il cattolicesimo in Corea ha ancora una certa vitalità”, dichiara l’anziano p. Carolo Charles Lee Yeong-gil, sacerdote della diocesi di Andong che ora svolge la sua opera pastorale a Le Mans, in Francia. “Vi sono 5 milioni di cattolici su 50 milioni di persone, e vi sono circa centomila battesimi adulti ogni anno. Proprio in questi tempi, le cose stanno cambiando molto. Vi sono sempre meno vocazioni, soprattutto nelle campagne, dove l'invecchiamento dei cristiani è molto pronunciato. Andong è una diocesi molto rurale ed è colpita in modo particolare da questa tendenza. “Sin dalla fondazione della diocesi, l'evangelizzazione è stata rivolta anzitutto al mondo agricolo”, prosegue p. Carolo. “Gli agricoltori cattolici di Andong restano molto attivi, ma i giovani vanno in città per trovare lavoro o andare a scuola”.

Al termine dello spettacolo, i presenti hanno preso parte alla solenne messa di ringraziamento officiata da mons. Kwon. P. Gilles Reithinger, superiore generale del Mep, durante l’omelia ha ricordato il legame profondo tra la Società e l’evangelizzazione in Corea. “Duecento anni fa – ha spiegato –, in risposta alle richiesta dei primi cristiani coreani, papa Leone XII affidò il Paese alle missioni estere di Parigi. Papa Gregorio XVI nominò mons. Bruguiere primo vicario apostolico della Corea. Tra i 103 santi coreani, vi sono 10 sacerdoti del Mep: mons. Imbert ed padri Maubant e Chastan, poi mons. Berneux, mons. Daveluy ed i padri de Bretennières, Dorie, Beaulieu, Huin e Aumaître. Dei 170 sacerdoti inviati in Corea, molti altri sono morti martiri, per malattia o sfinimento. Dodici sono stati uccisi durante la guerra di Corea. In verità, i missionari hanno portato la stessa croce dei cristiani coreani”.

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