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    » 22/02/2012, 00.00

    SIRIA

    Arcivescovo di Aleppo: I cristiani minacciati dalle violenze fuggono dalla Siria



    Mons. Antoine Audo invita tutti i cattolici a pregare per la pace e per la riconciliazione del popolo siriano. La Caritas dona cibo e beni di prima necessità a 500 famiglie cristiane e musulmane di Homs, la città più colpita dalla guerra civile. Morti a Baba Hamr (Homs) due giornalisti occidentali.

    Aleppo (AsiaNews) - "I cristiani sono la minoranza più minacciata dalla guerra civile siriana e tentano di fuggire dal Paese. Essi si sentono indifesi di fronte all'escalation di violenza che da mesi imperversa nel Paese. Pregate per la pace e per la riconciliazione del popolo siriano". È quanto afferma ad AsiaNews mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo. 

    "Noi cristiani - sottolinea il prelato - siamo i più deboli da un punto di vista psicologico e di autodifesa. Per molti l'unica salvezza è la fuga, come sta accadendo in altri Paesi del Medio oriente, soprattutto in Iraq. Tutto ciò è un danno gravissimo per la Chiesa e per la presenza dei cristiani in Siria". 

    Riprendendo l'invito al dialogo lanciato dal papa all'Angelus del 12 febbraio scorso, mons. Audo spiega che nonostante la paura i cristiani  possono essere un ponte fra le varie fazioni in lotta. "La nostra presenza unita intorno alla Chiesa - afferma - aiuta la popolazione cristiana e musulmana a lavorare per il bene del Paese, spingendo alla riconciliazione e non alla vendetta". Il prelato cita il lavoro della Caritas Siria che in questi giorni ha lanciato ad Homs, una della città più colpite dalle violenze, un programma di aiuto per 500 famiglie, 400 cristiane e 100 musulmane. In un arco di sei mesi a ciascun nucleo familiare verranno donati cibo e beni di prima necessità per un valore di 600 dollari. La Caritas è attiva anche nell'aiuto agli anziani e ai malati, grazie ai volontari che ad Aleppo coinvolgono tutta la comunità cristiana.

    Intanto continuano i bombardamenti dell'esercito siriano a Homs e nelle zone limitrofe, dove intere famiglie sono bloccate nelle loro case semidistrutte senza cibo, acqua e medicinali. Per consentire ai soccorsi di raggiungere le popolazioni colpite, la Croce rossa ha esortato il regime di Damasco e i ribelli a una "decisione immediata" su una "tregua umanitaria" di due ore al giorno. Sempre a Homs, questa mattina sono morti due giornalisti stranieri: Marie Colvin, reporter del Sunday Times, e Remi Ochlik, fotografo freelance francese. I due si trovavano in un'abitazione del quartiere di Baba Hamr utilizzata dalla dissidenza come centro per le comunicazioni, quando una bomba ha distrutto l'edificio.(S.C.)

     

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