18 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/06/2012
IRAQ
Arcivescovo di Kirkuk: dietro le stragi, la lotta per il potere politico-economico
di Joseph Mahmoud
In Iraq è in atto un conflitto fra leader politici e grandi partiti. Il Paese è al centro di una lotta a livello regionale, pro o contro il premier al Maliki. Sembra emergere un confronto fra due blocchi opposti: Arabia Saudita, Turchia e Qatar contro Iraq, Stati Uniti e Iran. Mons. Sako: ogni gruppo etnico o confessionale cerca “il proprio spazio”; il vuoto di potere causa di un “peggioramento della sicurezza e della politica interna”.

Kirkuk (AsiaNews) - In Iraq è in corso "una lotta fra i principali leader politici" e "i grandi partiti" per la conquista "del potere e dell'egemonia in campo economico". Così mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, nel nord dell'Iraq, commenta ad AsiaNews la serie di attentati che hanno investito ieri il Paese, provocando oltre 80 morti e 200 feriti per lo scoppio di 18 autobombe e 40 ordigni. Si tratta di uno dei più sanguinosi attacchi dalla partenza delle truppe statunitensi nel dicembre scorso. Gli attacchi bomba hanno colpito uffici curdi, pellegrini sciiti, agenti di polizia e civili sunniti; analisti ed esperti di politica locale ricordano gli anni 2006 e 2007, in cui sono morte decine di migliaia di persone e non nascondono il timore che il Paese possa di nuovo sprofondare in un conflitto etnico-confessionale sanguinario. E gli interessi delle potenze regionali nel panorama irakeno, basati sulla contrapposizione fra Arabia Saudita e Iran, contribuiscono ad alimentare la spirale di insicurezza e terrore.

"Ieri si sono ripetute bombe ed esplosioni dappertutto" racconta mons. Sako. "Gli attacchi hanno interessato la capitale Baghdad, Mosul, Hilla, Baaquba, Tikrit, Ramadi e Samawa" e anche a Kirkuk è morta una persona in seguito allo scoppio di tre autobombe, situate nei pressi della sede del partito democratico curdo della regione di Rahim Awa. "Nella deflagrazione - aggiunge il prelato - è rimasto ferito anche un giornalista cristiano". Nella capitale sono decedute almeno 30 persone, in maggioranza pellegrini sciiti, per lo scoppio di quattro bombe. A Hilla, a sud della capitale, due autobombe hanno preso di mira un ristorante frequentato soprattutto da poliziotti e agenti della sicurezza: 22 le vittime.

L'arcivescovo di Kirkuk ricorda che in Iraq vi è "un governo formato da soli otto mesi, ancora incompleto, e che già vogliono sfiduciare e cambiare". Egli spiega che "non c'è accordo e partecipazione" fra le fazioni politiche, che guardano in modo egoistico al proprio interesse piuttosto che al "bene complessivo" della nazione. "I curdi, una parte dei sunniti che fanno riferimento al partito Iraqiya e i sadristi - aggiunge mons. Sako - vogliono sfiduciare il premier Nouri al Maliki", che gode invece del sostegno della maggioranza "deli sciiti e di alcuni gruppi sunniti".

Al quadro politico interno, si aggiungono poi gli interessi delle nazioni dell'area Mediorientale. "Turchia, Arabia Saudita e Qatar - sottolinea il prelato ad AsiaNews - sono favorevoli al cambiamento, mentre l'Iran e gli Stati Uniti sono vicini all'attuale Primo Ministro irakeno". Questa duplice  lotta intestina e internazionale, commenta, è "fonte di grande tensione" e "gli attacchi di ieri si inseriscono in questo contesto". Senza dimenticare, puntualizza, "quello che sta succedendo in Siria e in altri Paesi". "Ogni gruppo etnico o confessionale - conclude l'arcivescovo di Kirkuk - sta guadagnando un proprio spazio, si accaparra terreni e costruisce case e istituti per ostentare potere. Non è tempo per un cambiamento formale: anzi, si genera un vuoto di potere che porterà a un progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza".

Gli attentati sono un segnale ulteriore del conflitto profondo che vede opposte le varie etnie (arabe, turcomanne e curde) e confessioni che formano il Paese, un tempo riunite sotto la dittatura del rais Saddam Hussein e ora impegnate in una "guerra" intestina per la spartizione del territorio e delle ricchezze - petrolio e gas naturali - presenti nel sottosuolo (cfr. AsiaNews 10/01/2012 Il conflitto fra sciiti e sunniti, per la divisione confessionale dell'Iraq).


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
31/07/2008 IRAQ
Cristiani e musulmani, solidarietà alle vittime degli attentati di Kirkuk
06/04/2010 IRAQ
Baghdad sotto attacco, 35 morti e 140 feriti. La Pasqua dei cristiani per la pace in Iraq
29/07/2008 IRAQ
Mons. Sako: a Kirkuk, atti “vergognosi” contro la “fragile” ripresa del Paese
13/06/2012 IRAQ
Serie di attentati in Iraq: oltre 40 morti e decine di feriti
30/10/2004 IRAQ
Sacerdote da Mosul: "Con le elezioni ci sarà un miglioramento"

In evidenza
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate