15/02/2018, 11.41
SINGAPORE-VATICANO
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Arcivescovo di Singapore: ‘L’Europa si lasci ispirare dalla religione’ (II)

di Paolo Fossati

“L’Occidente è diventato razionalista, materialista ed individualista. La religione tuttavia non può essere spiegata, è qualcosa che viene dal cuore, è un incontro. Fede e ragione non si contraddicono, ma la fede è più grande della ragione”. A Singapore, molti imprenditori diventano filantropi.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Come può un governo secolare aiutare le persone a trovare una realizzazione, se non contempla Dio e trascura il sentimento religioso?”; “Il dominio del razionalismo e la rivoluzione industriale sono le cause della crisi di valori che investe i Paesi europei”; “La teologia è fede che cerca conoscenza, non è una spiegazione della fede. È qui che risiede il fallimento dell'Europa”. Così mons. William Goh Seng Chye (foto), arcivescovo di Singapore, analizza le differenze dell’esperienza religiosa in Occidente ed Oriente. Insieme ai vescovi di Malaysia e Brunei, mons. Goh si è recato in Vaticano tra il 4 ed il 9 febbraio scorsi per una visita ad limina. Riportiamo la seconda parte (di tre) dell’intervista rilasciata ad AsiaNews. Qui è possibile trovare la prima parte della conversazione.

Dopo aver illustrato il clima di armonia ed il rapporto di collaborazione tra istituzioni della città-Stato e confessioni religiose, l’arcivescovo di Singapore mons. Goh analizza le incomprensioni che segnano il rapporto tra la religione e le società dell’Occidente. “Anziché respingerla, i Paesi europei dovrebbero lasciarsi ispirare dalla religione nel governo delle persone, nel rendere migliori le loro vite, nel dare ad esse un significato e pieno compimento – afferma il prelato – Ritengo che Singapore possa essere un esempio in questo senso. Tuttavia, a differenza dell’Europa, il nostro governo è laico ma non laicista, né antireligioso. La debolezza europea è rappresentata dal fatto che molti governi sono avversi alla fede. Come può un governo secolare aiutare le persone a trovare una realizzazione, se non contempla Dio e trascura il sentimento religioso? In Occidente si sta perdendo una dimensione molto importante della vita delle persone. Nel tentativo di esser sempre più secolarizzati, si relega la fede ad un qualcosa di privato, di marginale. In questo modo, gli uomini non troveranno mai la felicità nelle cose che possiedono”.

Nonostante Singapore sia un Paese molto prospero, dove la competitività e sviluppo economico sono obiettivi primari, la società custodisce “un forte sentimento religioso”. L’arcivescovo spiega perché: “Quando si possiede tutto ciò di cui si ha bisogno, la domanda che ci si pone è: ‘Qual è il senso della vita?’. È la religione che fornisce la soluzione a questo interrogativo, cui non si può rispondere senza Dio. Anche le giovani generazioni di Singapore, cresciute nel benessere, si pongono queste domande: ‘Per cosa vivi? Vuoi fare la differenza nella vita delle persone?’. Non si può trovare un senso alla propria vita, se non si vive per gli altri. Sono solito incontrare numerosi imprenditori, persone di successo, che nel corso della loro vita diventano tutti filantropi. Sono persone che possiedono più del necessario, denaro che non riuscirebbero a spendere in tutta la loro vita. Per questo cominciano a fare beneficienza, offrono il proprio servizio per il bene del Paese e donano parte delle loro ricchezze ad organizzazioni non governative, alla Chiesa e agli istituti caritatevoli. Le persone a Singapore sono molto generose e donano senza pregiudizi. Le parrocchie sono piene e la Chiesa è viva. Per questo, quando veniamo in Europa, siamo tristi nel vedere le chiese vuote. Le nostre sono molto frequentate ed in tutte si celebrano otto funzioni in ciascuno dei giorni festivi”.

Mons. Goh individua nel “dominio del razionalismo e la rivoluzione industriale” le cause della crisi di valori che investe i Paesi europei. “L’Europa è così diventata razionalista, materialista e individualista – afferma – La religione non può tuttavia essere spiegata, è qualcosa che viene dal cuore, è un incontro. Fede e ragione non si contraddicono, ma la fede è più grande della ragione”.

Anche nell’esperienza religiosa, vi sono numerose differenze tra Oriente ed Occidente. “Gli asiatici sono in genere persone sentimentali, molto spirituali – spiega l’arcivescovo – L’Europa ha invece perso la sua dimensione spirituale e gran parte della religione è nella testa delle persone. Il ragionamento prevale sull’esperienza personale, sull’incontro. Il Vangelo è un miracolo, va oltre le parole umane”. Secondo mons. Goh, uno dei motivi per cui il cristianesimo, in particolare il cattolicesimo, ha messo radici in Asia è “rispetto per ciò che è sacro”, proprio delle culture locali. “Ciò è la ragione per cui le religioni in Asia sono floride, quello che ci spinge riscoprire il nostro incontro con Cristo. Tuttavia, essendo Singapore soggetto ad una forte influenza occidentale, la mia paura è che i nostri cittadini tendino ad essere troppo ‘cerebrali’.

Di conseguenza, nella sua opera pastorale mons. Goh cerca di rinnovare la fede dei cattolici attraverso ritiri spirituali ed esperienze di conversione. “In quanto vescovo, è mio impegno guidare questo genere di iniziative ogni anno, per aiutare le persone ad incontrare Gesù in modo diretto. È questo d’altronde il fondamento della nostra fede. Senza questo incontro, si può studiare tutta la teologia che si vuole, ma nel cuore delle persone non avverrà alcun cambiamento. La teologia è fede che cerca conoscenza, non è una spiegazione della fede. È qui che risiede il fallimento dell'Europa, cui contribuiscono anche gli scandali ed i cattivi esempi che hanno investito i leader religiosi. Come afferma papa Francesco, il rinnovamento della Chiesa passa attraverso il rinnovamento dei suoi pastori. I fedeli vogliono questo cambiamento, a Singapore hanno ‘fame’ della Parola di Dio. Abbiamo bisogno di una conversione dei cuori che parta dai vertici e arrivi fino alla base”, conclude mons. Goh.

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