04/05/2016, 11.45
SRI LANKA
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Asce, aratri, forconi davanti all’altare: gli operai dello Sri Lanka contro il lavoro forzato (Video)

di Melani Manel Perera

La funzione religiosa si è svolta nella chiesa di san Michele a Colombo. Bandiere e ornamenti rossi sparsi ovunque. I lavoratori hanno deposto di fronte all’altare i loro arnesi e hanno chiesto l’intercessione di Dio per l’eliminazione delle lotte e del lavoro forzato.

Colombo (AsiaNews) – Asce, aratri e forconi sono stati deposti davanti all’altare della chiesa di san Michele di Polwatta, a Colombo. Tutto questo è avvenuto in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio, durante le quali i lavoratori cristiani del Christian Workers Fellowship (Cwf) hanno offerto a Dio gli strumenti del loro mestiere. Ad AsiaNews hanno detto: “La messa dei lavoratori non è una semplice tradizione religiosa per sfuggire alle lotte che viviamo. La nostra speranza è di arrivare ad una soluzione delle lotte dei lavoratori. Proprio per questo portiamo avanti le richieste delle vittime, in modo che si arrivi alla fine del lavoro forzato. Partecipando alla messa, chiediamo l’intercessione e la guida del Signore in tutto il mondo. La sua parola ci aiuterà a sostenere le nostre richieste fino alla fine”.

La messa si è svolta lo scorso 30 aprile ed è stata celebrata in tre lingue: singalese, tamil e inglese. Centinaia di lavoratori sono accorsi da vari distretti vicini, per partecipare alla funzione in loro onore che si svolge fin dal 1960.

Per questa occasione, anche la messa ha acquistato i caratteri tipici delle manifestazioni sindacali, con il colore rosso che troneggiava ovunque: i chierichetti con i vestiti nazionali; la chiesa adornata con bandiere rosse e i sesath [i tradizionali ombrelli rossi singalesi, ndr]; la musica prodotta dall’eco delle conchiglie e dal suono dei tamburi; nell’aria è stato diffuso il profumo dell’incenso.

Ralston Weinman, un chierichetto, afferma: “Noi crediamo che la messa, come simbolo e anticipazione del Regno di Dio – in cui verrà una nuova società senza classi –, debba essere celebrata con la massima bellezza del colore, dei suoni e dei profumi che riflettono tutto il meglio della nostra cultura”. “Per sottolineare che tutta la terra appartiene al Signore – suggerisce – e che egli si incontra nella vita di tutti i giorni, la messa dei lavoratori dovrebbe essere celebrata più spesso anche il luoghi laici e nelle case”.

La funzione è stata dedicata alla condizione delle vittime della guerra civile e al processo di giustizia ancora in corso. P. Marimuttu Sathivel, pastore anglicano, ha sottolineato che sono stati stanziati 450 milioni di dollari per i procedimenti giudiziari, “ma ancora non c’è giustizia in Sri Lanka, soprattutto nella provincia settentrionale. Lì il governo ancora occupa molte terre appartenenti ai tamil, dove risiedono 140mila militari di 14 reparti. Nella sola penisola di Jaffna, ci sono 106 campi profughi per gli sfollati interni [Internally displaced people, ndr]”.

Il pastore domanda: “In che modo i nostri tamil possono aspettarsi che sia fatta giustizia?”. La risposta, secondo p. Sathivel, è una: “Approvare una nuova Costituzione, piuttosto che modificare quella vigente. Solo così potremo risolvere ogni questione. I lavoratori e tutta la popolazione potranno vivere in pace”.

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