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    » 26/07/2005, 00.00

    israele - vaticano

    Attacco di Israele contro il papa: un polverone per abbandonare i dialoghi con la Santa Sede

    Arieh Cohen

    Gerusalemme (AsiaNews) – L'attacco senza precedenti lanciato ieri dal Ministero israeliano degli esteri contro la persona di Benedetto XVI è una cortina fumogena per nascondere la decisione dello stesso ministero di abbandonare i negoziati con la Santa Sede, in programma lo stesso giorno: lo si apprende da fonti di AsiaNews a Gerusalemme.

    Tali negoziati – esplicitamente richiesti dall'Accordo Fondamentale fra Israele e Santa Sede del 1993, il trattato internazionale che è  la "magna charta" di tutti i rapporti fra lo stato ebraico e la Chiesa cattolica – hanno lo scopo di giungere a un nuovo trattato per confermare il diritto della Chiesa all'esenzione dalle tasse (un diritto che dura da secoli) e quelli di proprietà, entrambi erosi dallo stato israeliano fin dalla sua fondazione.

    I negoziati erano cominciati in modo ufficiale l'11 marzo 1999. Ma negli ultimi anni Israele è stato riluttante perfino a incontrare la delegazione della Santa Sede e dialogare sui termini degli accordi. Il 28 agosto 2003 la delegazione israeliana ha abbandonato in blocco il tavolo dei negoziati e vi è tornato solo un anno dopo, in seguito a pressioni della Chiesa e del governo degli Stati Uniti.

    Dopo essersi accordati per alcuni, pochi incontri nel 2005, Israele si è detta d'accordo ad incontrarsi il 19 luglio scorso; all'ultimo momento ha cancellato l'incontro per fissarlo al 25 luglio. Fonti ecclesiali a Gerusalemme affermano che con ogni evidenza i rappresentanti di Israele temevano le conseguenze di una nuova cancellazione all'ultimo momento e così hanno pensato di inscenare una critica all'Angelus del papa, solo per nascondere le loro impreparazioni e mancanze sulle obbligazioni da loro prese riguardo ai negoziati con la Santa Sede.

    Di recente, alcune personalità vaticane hanno parlato apertamente delle continue mancanze di Israele nel mettere in atto le obbligazioni prese con la Santa Sede.

    In tutto questo periodo, né l'Accordo Fondamentale del '93, né l'Accordo sulla Personalità giuridica del '97 sono stati ancora tramutati in legge. L'anno scorso il governo ha ufficialmente informato la Corte suprema di Israele che esso non si considerava per nulla vincolato all'Accordo Fondamentale.

    Nonostante tutte le proteste da parte della Santa Sede, la posizione di Israele non è cambiata.

    Esperti sulle relazioni fra stato e Chiesa affermano che la crisi delle relazioni fra Israele e Santa Sede diviene sempre più profonda e rischia di oscurare le celebrazioni del 40mo anniversario della dichiarazione Nostra Aetate, programmate in tutto il mondo.

    La dichiarazione conciliare Nostra Aetate (pubblicata il 28 ottobre 1965) ha dato un nuovo impulso ai rapporti fra Chiesa cattolica ed ebraismo.
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