14/05/2020, 11.13
THAILANDIA
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Bangkok, il blocco delle messe e delle preghiere nei templi buddisti

di Weena Kowitwanij

A causa della pandemia, da due mesi non si celebra la messa in pubblico. Forse la quarantena durerà fino alla fine di maggio. I fedeli si abituano alla “nuova normalità” con le messe online. Anche la preghiera buddista nei templi è interrotta. Ma non la distribuzione di cibo per i poveri. File chilometriche di disoccupati.

Bangkok (AsiaNews) – Per l’arcidiocesi di Bangkok domani potrebbe essere il primo giorno in cui si riprendono le messe con il pubblico, dopo quasi due mesi di blocco a causa della pandemia.

Il card. Francis Xavier Kriengsak Kovidhavanij aveva diffuso un annuncio il 20 marzo scorso con cui si cancellavano le messe col pubblico nei giorni feriali e festivi fino al 4 aprile. Poi però, a causa del perdurare della crisi sanitaria e del coprifuoco voluto dal governo, la cancellazione delle messe pubbliche è stata posposta fino al 31 di maggio, anche se vi è qualche probabilità che si possa riprendere verso il 18 maggio.

Per questi due mesi i fedeli hanno dovuto pregare in casa – di solito in rosario – e seguire la messa su qualche social media, anche la domenica.

Vi sono anche gruppi di cattolici che hanno organizzato una specie di “catena di sant’Antonio”: essi si danno come compito di raggiungere un milione di Ave Maria per le vittime del coronavirus. Ognuno che inizia la preghiera, è invitato a trovare altri 10 amici che si uniscano alla maratona di preghiera. Ma in generale la gente segue con semplicità la messa o il rosario online.

P. Joseph Chanchai Tiewpaingam, parroco della chiesa di san Luigi a Bangkok, celebra messa tutti i giorni e la invia ai fedeli in video. Anche lui spesso richiama i fedeli ad essere disciplinati e a cercare di abituarsi a questa “nuova normalità” del convivere con il coronavirus: seguire la messa on line, rispettare il distanziamento sociale di 1,5 metri, indossare sempre una mascherina, fare la comunione spirituale, ricevere la benedizione, stare in casa, non organizzare banchetti o celebrazioni, avere cura dei malati e degli anziani.

Anche il mondo buddista (più del 95% della popolazione) segue con molta precisione le regole della quarantena. Il supremo patriarca buddista del Paese, Somdet Phra Sangharaja, ha dato indicazioni perché i fedeli seguano strettamente le regole emanate dal governo.

Il 25 marzo scorso egli aveva presieduto una cerimonia di preghiera al tempio Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram Ratcha Wora Maha Wihan, per un incoraggiamento e una benedizione per la popolazione thai in tempo di coronavirus.

Egli ha anche dato indicazioni che ogni tempio buddista si prenda cura di tutti coloro che hanno problemi economici avendo perso il lavoro.

Talvolta, la distribuzione di cibo viene fermata dalla polizia perché si radunano in fila migliaia di persone, senza alcun rispetto per il distanziamento sociale. Il mese scorso, per esempio, il Wat Don Muang a Bangkok ha dovuto fermare l’offerta di cibo perché si era formata una coda lunga un chilometro (v. foto). In Thailandia, almeno 27 milioni di persone hanno perduto il lavoro a causa della pandemia.

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