02/03/2017, 15.17
BANGLADESH

Bangladesh, Giustizia e pace condanna la nuova legge sui matrimoni minorili

Sumon Corraya

Mons. Gervas Rozario afferma che la Chiesa cattolica non seguirà le previsioni del nuovo Child Marriage Restraint Bill 2017. La norma più contestata è quella delle “circostanze speciali”, secondo cui il matrimonio tra bambini è concesso per salvare l’onore della ragazza.

Dhaka (AsiaNews) – La Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale del Bangladesh (Ec-Jp) condanna con fermezza la nuova legge sui matrimoni minorili, approvata dal governo di Dhaka il 27 febbraio. Il suo presidente, mons. Gervas Rozario, vescovo di Rajshahi, dice ad AsiaNews che il Parlamento “ha fatto un serio sbaglio ad approvare il Child Marriage Restraint Bill 2017, mantenendo inalterata la previsione delle ‘circostanze speciali’”. Ciò cui fa riferimento il vescovo è la norma più contestata della legge, che consente i matrimoni in alcuni casi specifici, ad esempio le “gravidanze accidentali o illegali”, in modo “da salvare l’onore della ragazza”. “Mi aspettavo – aggiunge mons. Rozario – che il governo abolisse del tutto i matrimoni minorili in Bangladesh. Ora invece, con la clausola delle ‘circostanze speciali’, il numero delle unioni tra bambini aumenteranno”.

Le disposizioni della norma stabiliscono che l’età legale per contrarre matrimonio è 21 anni per i maschi e 18 per le femmine. Per gli attivisti, in realtà la clausola legalizza a tutti gli effetti le nozze celebrate per riparare gravidanze frutto di violenza sessuale, molto diffuse nel Paese. L’opinione è condivisa dal vescovo di Rajshahi, che dichiara: “Il Bangladesh è un Paese corrotto, ora molti tutori potranno organizzare matrimoni tra minori. La polizia e gli attivisti non potranno fare più nulla per impedirli”.

Dati ufficiali mostrano che il Bangladesh è il Paese asiatico con il tasso più elevato di sposi e spose bambine. Il 52% delle spose ha meno di 18 anni e il 18% meno di 15 anni. “Noi in quanto Chiesa cattolica – dice mons. Rozario – non ci atterremo alla nuova legge, ma continueremo a considerare i limiti dei 18 anni per le donne e 21 per gli uomini”.

Ayesha Khanom, presidente dell’organizzazione femminile Bangladesh Mahila Parishad, afferma: “È una vera vergogna e una sventura per tutte noi”. Kazi Reazul Hoque, presidente della Commissione nazionale per i diritti umani, conclude: “Abbiamo provato in ogni modo a cancellare le ‘speciali circostanze’ ma alla fine sono state mantenute nel testo. La legge non aiuterà a frenare i matrimoni tra bambini”.

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