03/02/2015, 00.00
BANGLADESH
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Bangladesh, le violenze politiche mettono a rischio la sopravvivenza della popolazione

di Sumon Corraya
Un nuovo attentato incendiario ha provocato sette morti e 16 ustionati gravi. Il blocco totale della circolazione voluto dall'opposizione è "mantenuto" da continui attacchi. L'obiettivo è far cadere il governo. I danni materiali più ingenti delle vittime: salgono i prezzi; le materie prime, non consegnate, deperiscono; le persone comuni perdono il lavoro.

Dhaka (AsiaNews) - Non si fermano le violenze di matrice politica in Bangladesh e per la popolazione le condizioni di vita continuano a peggiorare. L'ultimo episodio risale a questa mattina, quando un gruppo di persone ha lanciato bombe molotov contro un bus notturno nell'area di Jogmohonpur (distretto di Comilla). Sette persone sono morte bruciate vive, mentre altre 16 sono rimaste ustionate in modo grave. Tra queste, cinque sono in condizioni critiche.

Monir Hossain, assistente direttore dei vigili del fuoco di Comilla, racconta: "L'attacco contro il bus notturno che percorre l'autostrada Dhaka-Chittagong è avvenuto intorno alle 3:30 del mattino. Sette persone sono morte sul posto. I 16 feriti sono stati trasportati d'urgenza al Comilla Medical College and Hospital e al Chouddagram Upazila Health Complex".

Dal 5 gennaio scorso è in atto un blocco totale del traffico su scala nazionale, proclamato a oltranza dai partiti dell'opposizione. Obiettivo della coalizione - guidata dal Bangladesh Nationalist Party (Bnp, nazionalista) e dal Jamaat-e-Islam (fondamentalista islamico) - è far cadere il governo targato Awami League e andare a nuove elezioni.

Da parte sua, l'esecutivo del Primo ministro Sheikh Hasina tiene la leader del Bnp Khaleda Zia - de facto - agli arresti domiciliari, con "la scusa" di proteggerla da possibili minacce alla sua vita.

Per favorire l'adesione al blocco, l'opposizione di tanto in tanto avalla attentati incendiari come quello di oggi, che causano morti e feriti. A oggi circa 50 persone hanno perso la vita e oltre 350 sono rimaste ferite. Tuttavia, i danni materiali sono quelli che rendono la vita della popolazione davvero difficile. A causa del blocco totale, il transito di beni e prodotti subisce pesanti ritardi, causando il deperimento di molte materie prime. Contadini e allevatori non riescono a vendere e i prezzi sono saliti alle stelle.

Gli studenti non possono andare a scuola, né al college. Molti imprenditori hanno perso il lavoro.

P. Joyanto S. Gomes, direttore del Christian Communication Center, spiega ad AsiaNews: "È molto grave tentare di andare al potere uccidendo e bruciando persone innocenti. Non è democrazia quella che colpisce l'istruzione e l'economia. Dovremmo imparare dagli altri come fare del bene per la popolazione".

Il sacerdote, che è anche segretario della Commissione episcopale per le Comunicazioni sociali, sottolinea: "Credo davvero che i leader possano raggiungere i loro obiettivi lavorando bene, piuttosto che usando la violenza. Se l'opposizione facesse delle critiche costruttive al governo, proponendo politiche di welfare efficaci, potrebbe andare al potere con facilità".

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