11/07/2014, 00.00
CINA
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Bao Tong: Xi Jinping caccia "le tigri", ma contro la corruzione occorre non imbavagliare l'opinione pubblica

di Bao Tong
Ha suscitato vasta eco l’arresto dell’ex vice presidente ella Commissione militare centrale e di altri alti funzionari. Il presidente Xi appare come baluardo nella lotta al malaffare. In realtà il sistema è articolato e diffuso, mentre attivisti e cittadini restano relegati ai margini. Un'analisi di Bao Tong, già collaboratore di Zhao Ziyang, per anni in prigione e ora agli arresti domiciliari per essersi schierato contro il massacro di Tiananmen.

Pechino (AsiaNews) - Ha suscitato una vasta eco, da quanto ho sentito, l'identificazione di Xu Caihou ex vice presidente della Commissione militare centrale, con una tigre [Dalla sua elezione Xi Jinping ha condotto una campagna contro "tigri e mosche", ovvero funzionari di qualunque grado, colpevoli di intascare denaro pubblico o tenere uno stile di vita esagerato, ndt]. Vi è stata una reazione positiva molto forte: il presidente Xi [Jinping], che deve fronteggiare un milione di problemi al giorno, riesce comunque a trovare il tempo per il capitolo riguardante la lotta alla corruzione e a sistemare i danni provocati dai suoi predecessori. Tutto ciò è molto commovente. 

Xu Caihou è un soldato di ventura che ha pagato per la propria posizione, e questo solo perché era entrato nelle grazie dell'ex presidente Jiang Zemin, che lo ha messo a capo di politici e alti ufficiali del settore militare. Egli ha seminato confusione all'interno dell'Esercito popolare di liberazione (Pla) ed è stato imposto al presidente Hu [Jintao] al momento del "ritiro" di Jiang, divenendone a tutti gli effetti il suo braccio destro. Dalla sua posizione di vicepresidente della Commissione militare centrale, egli ha continuato a corrompere e distruggere le capacità di lotta delle forze armate. 

In passato, il presidente Jiang lo adorava. Il presidente Hu invece ne era spaventato. Oggi, il presidente Xi non lo ama, né lo teme, e sta muovendo per cacciarlo dal Partito a nome dei militari, una mossa che dovrebbe costituire anche una spinta sul piano morale.

E Xu non è la sola tigre. Secondo gli esperti di politica locale, se si considera qualcuno di rango superiore al capo provinciale o al ministro come una tigre, allora il presidente Xi ne ha già messi nel sacco più di 30 dal suo insediamento, e Xu rientra di poco fra quelli "abbastanza grandi". (E quando dico "abbastanza grande", prendo come esempio il presidente Hu e il premier Wen [Jiabao] che hanno costretto alla cacciata [l'ex capo del Partito di Chongqing] Bo Xilai; quindi questo non rientra all'interno della casistica). 

Quale altra nazione al mondo, dall'Africa all'America, dal Nord Europa all'Asia del Sud, ha messo nel sacco oltre 30 tigri in un solo anno? Nessuna. Solo la Cina. E in quale altra era della storia della Cina sono state catturate così tante tigri? In nessun'altra era. Solo in questa, che deve per questo essere considerata una sorta di età dell'oro che non ha eguali al mondo e in nessun altro periodo della storia. 

E se ciò che stiamo dicendo fosse vero, allora dovremmo considerare il presidente Xi come l'eroe nella lotta contro le tigri. 

Domande

Questo tipo di reazione fa nascere in me preoccupazioni per il futuro del presidente Xi e per il futuro stesso della Cina. Se la lotta è così spietata, quando mai i nostri leader potranno fare un passo indietro e rilassarsi? Sarà in grado il presidente Xi di far fronte a un impegno così gravoso? Sommerso come è da montagne di documenti, immerso nelle carte e nei documenti, come potrà il nostro leader essere in grado di rispondere in modo sereno alle faccende interne e alle problematiche internazionali? 

Il presidente Xi può anche essere quella sorta di genio che nasce solo una volta ogni 100 anni, ma cosa succede se viene rimpiazzato tra 10 anni da una persona comune? Chi sarà in grado di assumersi un tale onere? 

Quali saranno le persone cui rivolgersi, per metterci in salvo da acque agitate? Se già è così difficile catturare questa tigre morta, Xu Caihou, come è possibile per noi far fronte a tutte quelle tigri ancora in vita e molto più potenti e influenti?

Il successore di Xi se ne laverà le mani di tutto questo compito? Perché, è ovvio, ci sono ben più di 30 e rotti tigri in Cina; forse cinque o 10 volte di più, o giù di lì. Questa è una lotta terribile che potrebbe durare anche 50 anni. 

E come dovremmo comportarci con tutte quelle nuove tigri che si incontrano lungo il cammino? Dovremmo perseguirne una e lasciar perdere l'altra? E a quale dovremmo puntare? E quale dovremmo invece lasciare andare?

E su quali basi giuridiche dovremmo far affidamento per questo approccio selettivo - o marcato - nella lotta alla corruzione? Forse che il sistema disciplinare interno al Partito difende l'indipendenza della magistratura, o si attiene alla stretta applicazione del diritto? 

Se mettiamo a tacere l'opinione pubblica e vietiamo ai cittadini la possibilità di prendere parte alla lotta contro la corruzione, non stiamo calpestando del tutto le masse e il principio supremo di "servire il popolo"?

Se arrestiamo tutti quei cittadini che chiedono ai funzionari di dichiarare in modo pubblico o propri beni e il loro patrimonio, non finiremo in una guerra di facciata alla corruzione, sotto forma di sessione di lotta politica, imposta dall'altro verso il basso?

In circostanze come queste... come può la battaglia di 1,3 miliardi di persone contro la corruzione avere una efficacia generale per tutti? 

Timori non vani

Penso che se la gente continua a preoccuparsi di queste questioni, le loro paure potranno avere anche una scarsa priorità, ma non saranno certo infondate. 

Ecco perché penso che noi, in quanto nazione, siamo arrivati al punto in cui dobbiamo mantenere il sangue freddo.

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