1 Agosto 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/06/2006
INDONESIA
Bashir: le bombe a Bali erano volere di Dio

Appena scarcerato, il predicatore islamico, complice delle bombe del 2002, rilascia commenti che preoccupano Usa e Australia. Ma la polizia indonesiana non lo sorveglierà: violerebbe i suoi diritti umani. E qualcuno ricorda i casi di cristiani condannati con processi iniqui.



Jakarta (AsiaNews) – È stato Dio a volere gli attentati di Bali nel 2002 e a condurli sono stati dei "combattenti santi". Sono parole del predicatore islamico Abu Bakar Bashir, appena scarcerato per "buona condotta" dopo 26 mesi di detenzione come complice negli attacchi ai nightclub dell'isola indonesiana.

Bashir, cui è stata ridotta di 4 mesi la pena, ha inoltre criticato ieri il presidente statunitense George W. Bush e il premier australiano John Howard per aver sferrato una guerra contro i musulmani in Iraq e Afghanistan e ha invitato entrambi a "convertirsi all'Islam".

Ieri Howard ha inviato una lettera al presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono in cui esprime preoccupazione e "angoscia" per la liberazione del religioso islamico e invita Jakarta a tenerne sotto controllo le attività. Ma il governo non sembra della stessa opinione. Il capo della polizia indonesiana Sutanto ha detto che  sorvegliare costantemente Bashir sarebbe una violazione dei suoi diritti umani. Il 14 giugno, giorno della scarcerazione, la polizia aveva assicurato il suo controllo su ogni discorso "incendiario" del predicatore.

Howard, che incontrerà Susilo a fine mese, ha avvertito che la scarcerazione del presunto capo spirituale della Jemaah Islamiyah (JI) - rete terroristica del sudest asiatico collegata ad al Qaeda - potrebbe ripercuotersi sulle relazioni tra i due Paesi. Dal canto suo il presidente indonesiano ha ribadito l'impegno nella lotta al terrorismo: "Gli sforzi nazionali per combattere il terrorismo non si misurano in base alla decisione di liberare Bashir". La JI è ritenuta responsabile dei maggiori attacchi terroristici in Indonesia, tra i quali quelli del 2003 e del 2004 al Marriott Hotel e all'ambasciata australiana a Jakarta e delle ultime bombe a Bali, che l'anno scorso hanno ucciso 20 persone. Negli attacchi del 2002 a Bali morirono 202 persone, 88 delle quali australiani.

Il religioso, che si è sempre dichiarato innocente, ieri ha definito "guerrieri santi" i kamikaze che uccidono in nome dell'Islam, ma ha criticato l'uso di bombe in un Paese non in guerra: "Pregare è sufficiente", ha detto. Ai familiari delle vittime di Bali, invece, ha spiegato che gli attentati erano "volere di Dio" e i sopravvissuti devono "convertirsi all'Islam" per alleviare il loro dolore.

La scarcerazione di Bashir suscita disapprovazione anche nella società civile; attivisti per i diritti umani nel Paese sottolineano che "il complice di una attentato, che ha ucciso centinaia di innocenti viene liberato dopo due anni, mentre tre insegnanti cristiane ingiustamente accusate di 'proselitismo' stanno scontando tre anni di detenzione e altri tre cattolici, dopo un processo iniquo influenzato dalle pressioni di fondamentalisti islamici, aspettano addirittura di essere giustiziati".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
06/06/2006 INDONESIA
Indonesia: presto libero Abu Bakar Bashir
29/11/2005 INDONESIA
Nuove minacce a chiese cristiane dell' East Java
19/01/2006 INDONESIA
Polizia arresta presunto terrorista vicino alla Jemaah Islamiyah
16/05/2005 INDONESIA
La Corte suprema di Jakarta conferma la pena per il leader islamico Abu Bakar Bashir
22/12/2006 INDONESIA
La Corte Suprema assolve Ba’asyir dalle accuse

In evidenza
VATICANO
Il Papa su Medio Oriente, Iraq, Ucraina: "Fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore! Fermatevi!"Il ricordo dei bambini, vittime delle guerre, "ai quali si toglie la speranza di una vita degna". Affrontare "ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". Domani, i 100 anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, "un giorno di lutto". Imparare le lezioni della storia. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita, come per san Francesco di Assisi. "La gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede".
IRAQ - VATICANO
Patriarca di Baghdad: Il cuore "sanguina" per gli innocenti in lraq, Siria e Gaza. Ed è "triste" per la timidezza del mondo civilizzatoMar Louis Sako invia un messaggio al card. Barbarin, in occasione della marcia di solidarietà con i cristiani dell'Iraq, che si tiene oggi a Lione. "Non ci dimenticate!".
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate