03/11/2008, 00.00
FILIPPINE
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Basilan, liberata una volontaria, ancora incerta la sorte della seconda rapita

di Santosh Digal
Padre Angel Calvo è soddisfatto per la liberazione di Esperancita Hupida e preoccupato per Merlie Mendoza, tuttora nelle mani dei rapitori. Fonti del Mifl riferiscono il pagamento di un riscatto e imputano il sequestro a bande legate ad Abu Sayyaf. Il vescovo di Basilan nega l’autorizzazione a preti e suore di girare armati.

Zamboanga City (AsiaNews) – “Soddisfazione” per la liberazione di Esperancita “Espie” Hupida e “incertezza” per la sorte di Merlie “Milet” Mendoza, la seconda volontaria rapita lo scorso 15 settembre e ancora oggi nelle mani dei sequestratori. P. Angel Calvo, sacerdote e responsabile del Movimento interreligioso per la solidarietà e la pace, alterna “felicità e preoccupazione” per la sorte delle due donne, una delle quali è stata rilasciata dai sequestratori lo scorso 29 ottobre alle 2 del mattino nell’hinterland della municipalità di Tipo-Tipo a Basilan, provincia nel Sud delle Filippine.

“Siamo molto soddisfatti per il buon esito del sequestro di Esperancita Hupida – riferisce ad AsiaNews  – ma resta la profonda incertezza per le sorti di Merlie Mendoza, ancora nelle mani dei rapitori”. Il religioso mantiene un “basso profilo” pur confermando che sono in atto “delle trattative” per arrivare alla liberazione della donna: “Ci sono dei contatti – dice – ma non possiamo essere certi degli sviluppi”. P. Calvo conferma invece “il buono stato di salute” di Esperancita Hupida (nella foto), coordinatrice sul campo delle attività della Nagdilaab Foundation, organizzazione non governativa con sede a Basilan e impegnata in programmi umanitari a favore delle popolazioni sotto la guerra. Egli ribadisce che la donna, 42 anni, non ha "sofferto troppo durante le settimane di prigionia”, durante le quali i rapitori l’hanno “trattata bene”. “Il loro sequestro – conclude p. Calvo – rafforza il desiderio di portare avanti il nostro lavoro a favore dei poveri e degli emarginati della zona”.

Dai responsabili della Ong non arrivano conferme circa il pagamento di un riscatto, ma fonti del Milf riportano il “versamento di 2 milioni di peso” (poco più di 42mila dollari usa) per la liberazione di Esperancita Hupida. Hadji Hassan Lamla, comandante in capo delle truppe del Fronte islamico Moro a Basilan, riferisce che i rapitori potrebbero essere “membri di Abu Sayyaf” e per la liberazione del secondo ostaggio “hanno chiesto 7 milioni di peso”, poco più di 148mila dollari Usa.

Da Basilan arriva infine il netto no del vescovo locale alla richiesta di preti e suore di girare armati: i religiosi avevano invocato l’uso delle armi a causa dell’escalation delle violenze nella zona. L'ultima, in ordine di  tempo, l’imboscata tesa a p. Felimon Libot, prete dell'ordine dei Clarettiani, lo scorso 18 ottobre. Mons. Martin Jumoad ribadisce che “i religiosi della Prelatura di Isabella, a Basilan, non sono autorizzati a impugnare le armi” e li invita a “non farsi giustizia da sé”. Il vescovo sottoliena che è compito delle forze di sicurezza e della polizia garantire "pace e ordine" nella provincia.

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