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  • » 28/03/2017, 11.56

    LIBANO

    Beirut, la festa dell’Annunciazione giornata mondiale del dialogo fra religioni e culture

    Fady Noun

    È la proposta lanciata da leader politici, religiosi e istituzionali libanesi. La tradizionale celebrazione islamo-cristiana come modello di incontro e confronto. Nella capitale sorgerà un centro mariano internazionale dedicato al dialogo. E un “giardino di Maria”, figura amata e venerata da entrambe le religioni monoteiste.

     

    Beirut (AsiaNews) - Durante la cerimonia che si è tenuta lo scorso 25 marzo nella cappella del collegio di Nostra Signora di Jamhour, il Primo Ministro libanese Saad Hariri è uscito con una sortita che ha destato la sorpresa generale fra gli astanti. Nell’occasione il premier ha annunciato che, in accordo col presidente della Repubblica e su richiesta dei promotori dell’incontro “Insieme attorno a Maria” Nagy el Khoury (maronita) e Cheikh Mohamed Nokkari (sunnita), lo Stato libanese ha concesso un terreno nella capitale per fondare un centro mariano internazionale sul dialogo fra religioni e culture. A questo si aggiunge inoltre un piccolo spazio nei pressi del museo per far sorgere “il giardino di Maria”. Lo Stato, ha aggiunto il capo dell’esecutivo, approva anche l’emissione di un timbro commemorativo per la festa dell’Annunciazione.

    Una decisione caldeggiata a lungo dagli organizzatori dell’incontro, nel contesto della cerimonia organizzata a Jamhour, alla periferia di Beirut, in occasione della festa nazionale comune dell’Annunciazione, di cui ricorre quest’anno il sesto anniversario. Il ministro per gli Affari presidenziali Pierre Raffoul, presente alla cerimonia, ha preso la palla al balzo e avviato contatti sul terreno con il presidente Aoun, il quale ha concesso subito il proprio benestare in merito alle richieste formulate.

    Resta il fatto che, con la sua presenza, il Primo Ministro ha garantito alla cerimonia che si è tenuta quest’anno della festa dell’Annunciazione un carattere del tutto particolare. Organizzato dall’Associazione che riunisce gli ex studenti di Jamhour e dai promotori dell’evento islamo-cristiano “Insieme attorno alla Vergine Maria”, formato da una trentina fra associazioni, congregazioni e movimenti, l’incontro apre la via a una nuova cultura mariana di concordia e coesistenza. Un fattore che, come sostiene il saggista Saoud el-Maoula, può essere al tempo stesso “una avventura e una necessità”.

    Nel suo discorso di benvenuto Nagy el Khoury, segretario generale dell’associazione degli ex studenti del Collegio di Nostra Signora di Jamhour e co-segretario generale dell’incontro islamo-cristiano “Insieme attorno alla Vergine Maria” ha ricordato che partendo dal college di Jamhour “questa avventura si è diffusa ai quattro angoli del Paese e ha conquistato il mondo”. “Il 25 marzo è, da quattro anni - ha aggiunto - la festa nazionale della città di Nazareth (Palestina), e si è diffusa fino a Gerusalemme. Essa viene ormai celebrata in Tunisia, in Algeria, a Malta, in Polonia, in Belgio, in Italia e in Francia (a Parigi, Pontoise, Tolosa, Verdun, Longpont)”. “Ci aiutiamo a vicenda - ha concluso Nagy el Khoury - per fare in modo che il Libano diventi l’epicentro del dialogo nel mondo […] e per fare del 25 marzo una giornata internazionale del dialogo fra religioni e culture”.

    Dal canto suo cheikh Mohammed Nokkari, co-segretario musulmano dell’incontro islamo-cristiano e giudice del tribunale della sharia a Beirut, ha stigmatizzato una “banda di criminali” che afferma (senza titolo) di “governare in nome dell’islam”. E che ha fatto “soffrire” allo stesso modo “tanto i cristiani quanto i musulmani”. Questa iniziativa comune “di cristiani e musulmani”, ha aggiunto, è “una risposta” a questa spirale di odio. Cheikh Nokkari ha auspicato al contempo che “il governo, sostenuto dalle ambasciate e dai rappresentanti alle Nazioni Unite, si adoperi per proclamare il 25 marzo Giornata mondiale del dialogo fra religioni e culture”.

    Da parte sua, il presidente del Consiglio ha confidato ai presenti che la decisione di creare una festa comune presa dal governo il 18 febbraio 2010 è “una delle più care per me, non solo per ciò che rappresenta la Vergine Maria nel cristianesimo e nell’islam, ma perché lei ci unisce”. “Se oggi - si chiede il premier libanese - noi ci siamo riuniti attorno alla più bella fra le donne, punto di incontro fra le due religioni, è forse possibile che noi, libanesi, non possiamo stringerci attorno al Libano, il nostro Paese?”. “Con il presidente della Repubblica Michel Aoun - ha concluso Hariri - e gli altri pilastri dello Stato, noi siamo determinati all’interno del nostro governo a scongiurare qualsiasi tipo di divisione, e a cercare di tenere il Paese al sicuro e al riparo dalle tempeste… In questi momenti storici decisivi, è solo restando uniti e privilegiando l’intesa, il dialogo e la moderazione che sarà possibile proteggersi e progredire”.

     

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