26/04/2019, 08.59
CINA
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Belt and Road, Xi Jinping risponde alle critiche di Usa ed Europa

di Wang Zhicheng

Al Forum a Pechino, il presidente promette maggiore cooperazione con i Paesi nel mondo, senza svalutare lo yuan, difendendo i copyright, allargando i settori per investimenti di compagnie straniere. Sono presenti 37 leader mondiali e centinaia di rappresentanti di compagnie internazionali. Elogio del multilateralismo.

Pechino (AsiaNews) – Nel discorso tenuto stamane al secondo Forum della Belt and Road Initiative (Bri), in corso da ieri nella capitale cinese, pur senza mai nominare Usa ed Europa, il presidente Xi Jinping, ha risposto alle loro critiche con alcune promesse.

Il progetto Bri, o la Nuova Via della seta, è un tentativo di coinvolgere più Paesi possibili nella costruzione e nell’uso di vie di comunicazioni e commercio, insieme ad infrastrutture, con finanziamenti fino a 1000 miliardi di dollari Usa, in maggioranza cinesi. Al Forum, che dura fino a domani, sono presenti leader di 37 Paesi e decine di rappresentanti di compagnie. Gli Stati Uniti non hanno inviato alcun rappresentante. Fra le personalità più in vista, vi è il presidente russo Vladimir Putin e il premier italiano Giuseppe Conte. L’Italia è divenuta la prima nazione del G7 ad aderire al programma.

Ma soprattutto fra i Paesi occidentali, il Bri suscita molte preoccupazioni. Esso è visto come un tentativo cinese di dominio globale e indirizzato solo ad acquisire vantaggi per la Cina. Altri Paesi, come Sri Lanka, Malaysia, Pakistan e Filippine vedono il progetto come una “trappola del debito”, in cui le nazioni diventano succubi dei prestiti cinesi.

Nel suo discorso, Xi ha sottolineato spesso che il progetto vuole attuare un “co-sviluppo” con le diverse nazioni. A questo scopo egli ha promesso che la Cina non svaluterà lo yuan – una mossa che facilita l’export cinese - e che rafforzerà la cooperazione con la comunità internazionale per proteggere le proprietà intellettuali. La Cina non obbligherà più al trasferimento forzato delle tecnologie e proteggerà marchi e segreti commerciali, combattendo i furti di copyright.

Queste promesse sono indirizzate in particolare agli Stati Uniti che da circa un anno sono impegnati con Pechino in una guerra commerciale per avere garanzie proprio su quei punti.

Quasi in risposta a difficoltà e richiesta dell’Unione europea, Xi ha anche detto che la Cina espanderà l’accesso al suo mercato e permetterà la presenza di compagnie straniere in molti più settori commerciali, anche in modo indipendente (senza joint-venture con compagnie cinesi).

Per Xi, la Bri non è “un club esclusivo”, e non serve solo gli interessi della Cina, ma esalta il multilateralismo.

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