23/04/2006, 00.00
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Benedetto XVI: Giovanni Paolo II, papa della Divina Misericordia

Il papa ricorda la Domenica voluta da Wojtyla per celebrare l'Amore Misericordioso. Un augurio alle Chiese ortodosse per la Pasqua e un ricordo per le vittime delle alluvioni del Danubio.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Un ricordo commosso di Giovanni Paolo II, come papa della "misericordia divina" ha scatenato  i numerosi applausi delle decine di migliaia di pellegrini in piazza san Pietro, radunati per il Regina Caeli. "Il mistero dell'amore misericordioso di Dio – ha detto Benedetto  XVI - è stato al centro del pontificato di questo mio venerato Predecessore".

Il papa ha ricordato l'Enciclica Dives in misericordia di Wojtyla e la consacrazione da lui fatta del santuario di Cracovia nel 2002, dedicato proprio alla Divina Misericordia.

È proprio grazie al papa polacco che la tradizionale Domenica in Albis (nell'ottava di Pasqua) è divenuta la "domenica della Divina Misericordia", "valorizzando l'esperienza spirituale di un'umile Suora, Santa Faustina Kowalska", canonizzata da Wojtyla. Benedetto XVI ha ricordato pure che "la Provvidenza ha disposto che egli [Giovanni Paolo II] morisse proprio alla vigilia di questo giorno, nelle mani della Misericordia Divina".

Il tema e l'esperienza della misericordia si rifà al vangelo di questa domenica (Giov 20, 19-31), che ricorda l'apparizione di Gesù risorto nel cenacolo e il suo mostrare le piaghe e il costato ai discepoli. "Quelle sacre piaghe, nelle mani, nei piedi e nel costato  - ha detto il papa - sono sorgente inesauribile di fede, di speranza e d'amore a cui ognuno può attingere, specialmente le anime più assetate della divina misericordia".

Benedetto XVI ha anche sottolineato che proprio dalle apparizioni di Gesù risorto ai discepoli al "primo giorno dopo il sabato" (Gv 20,19), nuovamente nello stesso luogo "otto giorni dopo" (Gv 20,26), prende vita il ritmo settimanale della messa domenicale, come "giorno del Signore" e come "incontro con il Signore risorto".

Disteso e tranquillo, forse anche colpito dai "tanti, tanti" pellegrini (si stima vi fossero almeno 45 mila persone), il papa ha cantato il Regina Caeli.

Alla fine, nel primo dei saluti, egli ha fatto gli auguri pasquali in greco e in russo per le Chiese dell'Ortodossia, che celebrano oggi la Pasqua: "Il mio cordiale pensiero  - ha detto Benedetto XVI - va ora ai nostri fratelli delle Chiese d'Oriente che celebrano quest'oggi la Pasqua. Il Signore risorto rechi a tutti i doni della sua luce e della sua pace. Christos anesti! Christos vaskries!" E ha poi aggiunto: "Nel clima gioioso di questo giorno non posso non ricordare che molte di queste popolazioni, in Serbia, Romania e Bulgaria, soffrono a causa delle inondazioni dei giorni scorsi. Sono loro vicino con la preghiera ed auspico vivamente che, grazie al contributo di tutti, possano superare rapidamente questi difficili momenti".

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