08/04/2010, 00.00
INDIA
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Bhisham, il giovane Sindh battezzato la notte di Pasqua

di Nirmala Carvalho
La notte della veglia pasquale, nella chiesa di S. Anna a Mumbai, un giovane è stato battezzato dopo un percorso iniziato nel 1998. La sua storia, e la vocazione al sacerdozio, iniziano con una messa.

Mumbai (AsiaNews) - Bhisham Chandiramani  è un giovane imprenditore di 31 anni della regione del Sindh. La notte della veglia pasquale è stato battezzato nella chiesa di S. Anna a St. Anne’s Palli, nel quartiere di Bandra a Mumbai. Il giorno del suo ingresso nella Chiesa ha chiesto a Dio di poter diventare un Suo apostolo, per “portare al mondo la Buona novella”. Ma il suo viaggio nella fede inizia nel 1998, quando per la prima volta accompagna un amico a messa.

La storia la racconta proprio lui: “L’ingresso nella chiesa di S. Anna, la prima volta, è stata assolutamente inaspettata, quasi accidentale. Invece di girare per il quartiere in attesa del mio amico, infatti, ho deciso di entrare con lui. Ho partecipato alla funzione, e l’Eucarestia mi ha molto influenzato; ho ascoltato con attenzione le Scritture e il Vangelo, che mi hanno attratto per i loro insegnamenti; ho provato un senso di pace interiore. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, ma di sicuro ho sentito la presenza di Dio. Sapevo che sarei tornato il giorno dopo”.

La famiglia di Bhisham, tutti sindh di fede indù, non è composta da integralisti: “I miei genitori non sono particolarmente praticanti, ma ci hanno comunque insegnato la preghiera e la fede. Soprattutto mia madre, che portava me e mio fratello più giovane al tempio di Hanuman [il dio-scimmia] ogni sabato. Ma noi non capivamo cosa succedesse: si suonava la campana, si facevano le offerte e basta. Niente riflessione, niente tempo insieme. Era un rituale, niente di più”.

In ogni caso, “mia madre ci ha spiegato i valori corretti, e ha sottolineato sempre la differenza fra giusto e sbagliato. Ogni anno, in occasione del Mahashivaratri [la “Grande notte di Shiva”, una delle più importanti festività dell’induismo ndr], mio padre ci portava in pellegrinaggio al tempio del dio. E lì non capivo mai come mai il dio, in un attacco di rabbia, avesse potuto decapitare il figlio: dov’erano la compassione e il perdono di un dio? Ma mio padre pregava anche Maria Vergine, e ogni anno andavamo alla basilica di Nostra Signora del Monte per ringraziare”.

Bhisham ha continuato ad andare a messa, dopo la prima nel febbraio del 1998, quasi tutti i giorni: “Ogni volta provavo pace, e i sermoni mi aiutavano nella vita quotidiana”. Una domenica mattina, tuttavia il padre lo vede uscire dalla chiesa e se ne lamenta con la moglie. Che difende il figlio: “Lascialo essere come vuole. E pensa che almeno non butta via il proprio tempo in attività disonorevoli”. Allo stesso modo, la madre risponde ai parenti che iniziano a temere la conversione del giovane.

Nel 2001, Bhisham si sente chiamato a servire Dio per il resto della vita, ma la sua vocazione è frenata dal fatto che non è un cattolico e non ha ancora ricevuto l’eucarestia. Nel maggio dell’anno successivo, però, scopre il Rosario andando per la prima volta alla messa vespertina. La devozione alla Madre di Dio lo attrae immediatamente, e inizia a recitare anche lui la preghiera mariana. Ma negli stessi giorni il padre si ammala in maniera grave, e Bhisham si avvicina ancora di più alla fede. Il genitore morirà il giorno di Natale di quell’anno, nella pace e nella calma.

Il 18 dicembre del 2003, il giovane si trasferisce per lavoro in Bahrein. Persino lì, un emirato musulmano, costruisce nella sua camera un piccolo altare davanti al quale recita ogni giorno il Rosario: “Anche quando ero molto stanco, pregavo. Mi è capitato di addormentarmi anche in piena recita”. Inoltre va a messa quattro volte a settimana, viaggiando nel caldo incessante del Paese. Nel luglio del 2004 inizia a chiedersi cosa fa, così lontano da casa; non vuole perdere la festa della Madonna del Monte, l’8 settembre, e così torna a casa cinque giorni prima.

Nel maggio del 2006, l’anziana cattolica che guida il Rosario a S. Anna si trasferisce a Goa, e la comunità chiede a Bhisham di guidare la preghiera. Pochi mesi dopo, con il fratello, apre un negozio di abbigliamento: volendo dargli un’impronta chiaramente cristiana sceglie come nome “Adamo ed Eva”, e oggi la boutique è nota per la sua ottima condotta.

Nel 2009, il giovane indù rompe gli indugi e decide di iniziare il catechismo: “Non volevo però che fosse a S. Anna, dove nessuno sapeva che non ero cattolico. Così sono andato in una parrocchia vicina: lì, il catechista mi ha cacciato dicendo che ero in ritardo, dato che le classi iniziavano all’inizio di luglio e si era già alla fine del mese”. Sconsolato, ne parla con un altro parrocchiano di S. Anna, che nel 2009 lo porta dal sacerdote. Nonostante sia agosto, Bhisham viene accettato nel catechismo.

Della classe, il giovane è entusiasta: “Le lezioni sono state illuminanti. Sono affascinato dall’universalità della Chiesa, che è ovunque nel mondo, e dal fatto che i cattolici del pianeta preghino insieme ogni giorno con le stesse letture durante l'eucaristia. Il giorno prima del mio battesimo, il Sabato santo, l’ho passato in meditazione: ho pregato chiedendo a Dio di poter essere un degno membro del popolo prescelto. E gli ho chiesto di essere fedele solo a lui. Comunque, so che Dio perdona ed è pieno di compassione per chi pecca”.

La chiamata al sacerdozio è ancora viva nel giovane: “Ho chiesto al Signore di poter divenire, un giorno, un suo apostolo per portare la buona novella a tutti”. La madre di Bhisham non ha partecipato al battesimo del figlio, ma non ha nessun problema riguardo la sua conversione. la donna ha firmato anche un consenso per la scelta del figlio ed è pronta a sopprotare le critiche della famiglia.

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