16/10/2017, 13.27
KYRGYZSTAN
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Bishkek, il candidato appoggiato dal presidente Atambaev vince le elezioni

Sono le prime elezioni dopo le rivolte del 2005 e 2010. Secondo i primi risultati, Sooronbai Jeenbekov vince con il 54,46% delle preferenze. Il suo rivale Omurbek Babanov fermo al 34,2%. I sondaggi prevedevano una gara più serrata. Accese le ultime settimane di campagna elettorale. Il nuovo presidente eredita una situazione complessa con il Kazakhstan, l’economia e la sicurezza.

Bishkek (AsiaNews/Agenzie) – Sooronbai Jeenbekov, alleato dell’uscente presidente Almazbek Atambaev, sta vincendo con un inatteso ampio margine le elezioni presidenziali a spoglio quasi completato. Questa mattina, il Comitato elettorale centrale ha annunciato che il candidato del Partito social-democratico del Kyrgyzstan aveva ottenuto il 54.46% dei voti. Il suo principale rivale, il multimilionario Omurbek Babanov, candidato del partito Respublika (Rp), era fermo al 34.2%.

I sondaggi avevano previsto una gara molto più serrata fra i due contendenti, entrambi ex-primo ministro. Lo scarto così differente rispetto a quello prospettato suscita dubbi su come Jeenbekov abbia ottenuto un simile numero di voti.

Nelle scorse settimane, le elezioni sono state offuscate da tensioni e controversie. Il candidato sconfitto critica i media statali, secondo lui utilizzati per “gettare fango” sulla campagna del Rp. Le agenzie hanno accusato Babanov di avere legami con alcuni oligarchi kazaki. Queste insinuazioni, insieme a quelle di Atambaev secondo cui la vicina repubblica kazaka avrebbe tentato di interferire con le elezioni, hanno creato tensioni fra i due Paesi, esplose con la decisione del presidente Nursultan Nazarbaev di limitare il passaggio al confine. Babanov è stato anche accusato di incitare alla violenza i membri dell’etnia uzbeka del Paese e di star progettando una ribellione nel caso in cui avesse perso.

Babanov sostiene inoltre che la polizia ha interferito con le votazioni e compiuto abusi verso gli attivisti durante la campagna elettorale. Tuttavia, egli non sembra intenzionato a sfidare il risultato elettorale e ha inoltre incoraggiato i suoi sostenitori a “tenersi lontano da azioni illegali”.

Per la prima volta in Kyrgyzstan il trasferimento di potere avviene in modo pacifico sin dalla sua indipendenza nel 1991. I due precedenti presidenti erano stati deposti da due rivolte nel 2005 e 2010. Dopo l’ultima sommossa, il Paese ha adottato una costituzione in base alla quale esso si definisce una repubblica parlamentare, con un presidente con poteri per lo più riservati agli affari esteri e alla sicurezza, e per cui è previsto un singolo mandato di sei anni.

Jeenbekov ha dichiarato che continuerà le politiche di Atambaev. Tuttavia, il neo-eletto presidente del Kyrgyzstan eredita una situazione difficile: oltre alle tensioni con il Kazakhstan, il Paese è ben lontano dall’essere prospero, dipende dai soldi inviati dalle centinaia di migliaia di lavoratori kirghisi in Russia e Kazakhstan e non ha prospettive di sviluppo economico imminenti. Senza contare i problemi concernenti la sicurezza, al loro picco sin dal coinvolgimento di cittadini kirghisi nell’attentato a San Pietroburgo di aprile.

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