28/05/2018, 14.55
BANGLADESH – VATICANO
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Card. D’Rozario: La Chiesa in Bangladesh, un piccolo gregge, ma con ruolo di leader

di Anna Chiara Filice

L’arcivescovo di Dhaka è a Roma per la “visita ad limina”. Il viaggio di papa Francesco in Bangladesh “una occasione per confermare la cultura” di rispetto e armonia tra le religioni. Incontri mensili tra cristiani, musulmani e indù, “in cui si prega insieme”. la caritas per i Rohingya. Una nuova teologia spirituale “dei piccoli”, cioè delle minoranze che contribuiscono allo sviluppo della società e al rinnovamento della Chiesa.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “La Chiesa in Bangladesh è come un piccolo gregge. Siamo piccoli nel numero, ma abbiamo un ruolo di leader”. Lo afferma il card. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka e primo porporato del Bangladesh. Ad AsiaNews il porporato ricorda lo storico viaggio apostolico di papa Francesco a Dhaka (30 novembre-2 dicembre 2017), che è “stato l’occasione per confermare la cultura del Bangladesh”, e dei cambiamenti che esso ha suscitato. “Una cultura – sottolinea più volte – che è già permeata sull’armonia tra la popolazione e tra le fedi”. Allo stesso tempo, riporta, la presenza del papa “ha acceso i riflettori sul valore dei cristiani nella società e dato nuovo slancio alla nostra opera”.

Nonostante i numeri della presenza cristiana non siano elevati, sottolinea, “il contributo della Chiesa cattolica si avverte nella società attraverso l’educazione impartita nelle scuole, il servizio offerto nelle strutture sanitarie, ma anche con le banche di micro-credito (credit union). Queste ultime rappresentano non solo la forma più importante di prestiti a tassi agevolati nelle comunità, ma anche un modo per creare collaborazione e solidarietà tra le persone. Questo è il valore del piccolo gregge, il cui contributo è grande per tutti”.

Il Bangladesh è un Paese a maggioranza islamica. Oltre il 90% della popolazione è fedele agli insegnamenti del Corano. I cristiani rappresentano un’esigua minoranza, circa 600mila, di cui quasi 380mila cattolici (circa lo 0,2% della popolazione).

A partire dal viaggio pastorale, riporta che l’impegno dei cattolici ha subito una nuova spinta in alcuni ambiti, mentre in altri ha continuato sui sentieri già tracciati in precedenza. Uno di questi sentieri è "l’impegno della Caritas nell’assistenza ai musulmani Rohingya accampati nel distretto di Cox’s Bazar. L’organizzazione cattolica è la quarta associazione a livello mondiale che si prende cura dei loro bisogni e li sostiene nelle difficoltà. Si tratta di un impegno enorme. Non solo, in ogni ufficio locale della Caritas lavorano dai 50 ai 250 volontari, che operano in vari settori del sociale”.

Tra gli aspetti caratteristici della cultura bengalese che sono stati rimarcati anche dopo il viaggio, l’elemento dell’armonia tra le religioni. “Una volta al mese a livello locale in tutto il territorio, ovunque ci sia una parrocchia o una comunità cristiana, una scuola cattolica o un istituto, si svolge un incontro interreligioso. Le persone si incontrano per pregare e leggono insieme i testi sacri di ogni religione”.

Per quanto riguarda i prossimi eventi, “nel mese di giugno avremo un incontro interconfessionale dal tema ‘Open the door’, cioè aprire le porte del rispetto verso tutti, come anche papa Francesco ha sottolineato durante la visita. In precedenza invece, nel periodo di Quaresima, abbiamo organizzato una giornata di riflessione e preghiera – che non possiamo chiamare ‘Campagna di Quaresima’ – durante la quale persone di ogni fede riflettono in gruppo sul messaggio del papa per la Quaresima dell’anno in corso”.

Il viaggio pastorale ha “spinto anche ad una riflessione in campo teologico e spirituale, in particolare sulla ‘Teologia dei piccoli’ o del ‘Piccolo gregge’. A tal proposito, lo scorso febbraio si è svolto l’incontro del Comitato esecutivo della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc), che ha avviato i preparativi per il 50mo anniversario dell’associazione del 2020. In questa occasione ho proposto che il tema sia ‘Il piccolo gregge in Asia’”. Poi chiarisce: “I cristiani sono una piccola minoranza, ma non lo è nel vero senso del termine. Ad esempio, in Bangladesh siamo pochi, ma il 95% dei fedeli pratica con costanza gli insegnamenti del Vangelo, al contrario di altri Paesi occidentali, in cui i cristiani rappresentano la maggioranza della popolazione, ma in pochi sono praticanti”.

Per questo motivo, sull’esempio delle Chiese dell’Asia, il card. D’Rozario conclude: “La Chiesa dovrebbe sempre essere sempre piccola allo stesso modo, ma vibrante ed entusiasta nella fede”.

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