28/12/2019, 08.00
INDIA
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Card. Gracias: La religione non deve essere il criterio per la cittadinanza

L’arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana, si schiera contro la legge “anti-musulmani”, ma chiede anche che non vi sia violenza, ma dialogo. Polarizzare la nazione lungo i confini confessionali reca pericolo al Paese.

Mumbai (AsiaNews) – Il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana, ha diffuso ieri una dichiarazione sulla controversa legge sulla cittadinanza che penalizzerebbe la comunità musulmana. “La religione – egli ha detto – non dovrebbe mai essere il criterio per la cittadinanza in un Paese”. Allo stesso tempo, egli ha aggiunto, “la violenza non dovrebbe essere la soluzione quando vi sia differenza di opinioni”.

Dal 9 dicembre, in tutto il Paese si susseguono proteste contro il Citizenship Amendment Bill (Cab), la norma votata dal parlamento indiano, che facilita la richiesta di cittadinanza da parte di minoranze perseguitate in Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, ma esclude i musulmani. A causa di ciò, molti studenti musulmani – seguiti poi da gruppi di altre confessioni non indù -sono scesi nelle piazze per protestare. Anche personalità cattoliche hanno manifestato e sono state imprigionate. Va detto che anche diversi intellettuali indù si sono schierati contro la legge, rivendicando la caratteristica multietnica e multi-religiosa dell’India.

In molte città vi sono stati scontri fra polizia e dimostranti, alcuni dei quali hanno provocato incendi e vandalismi. Per riportare l’ordine la polizia ha bloccato internet e ha compiuto centinaia di arresti. Fino ad ora il bilancio di quella che è stata definita la “legge più divisiva dell’India” è salito a 23 vittime, insieme a migliaia di feriti.

Nella sua dichiarazione, il card. Gracias afferma che il Cab “è causa di grande ansietà per tutti i cittadini e potrebbe danneggiare la nazione. C’è il pericolo che vi possa essere una polarizzazione della popolazione secondo l’appartenenza religiosa, ciò che è molto pericoloso per il Paese”.

Il porporato conclude invitando al dialogo e (forse) alla cancellazione della legge: “E’ necessario che il governo dialoghi con coloro che si oppongono al Cab e giungano a un accordo sul modo in cui raggiungere giustizia, equità e equilibrio. Non c’è nessun pericolo nel tornare indietro: [occorre] cambiare direzione se questo è necessario per il bene del Paese e del nostro popolo. Il tempo di Natale è tempo di pace, giustizia e unità. Questi valori che il nostro Salvatore ha portato all’umanità a Betlemme, dovrebbero essere evidenti nei nostri cuori e nelle nostre menti in questo tempo”.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

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