01/05/2019, 09.27
TURCHIA - IRAQ
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Card. Sako e Bartolomeo I: il destino di Iraq e cristiani

L’incontro, dai torni “cordiali”, è avvenuto ieri al Fanar. Per il primate caldeo la situazione nel Paese è migliore rispetto al passato, ma servono prese di distanza “forti” da odio e violenza. Il patriarca ecumenico rivendica l’amicizia con papa Francesco e sottolinea le difficoltà fra Chiese. La speranza di una Pasqua unificata fra cattolici e ortodossi in Medio oriente. 

Istanbul (AsiaNews) - La situazione dei cristiani, la realtà dell’Iraq che sta compiendo un difficile percorso di rinascita dopo decenni di guerre e di violenze jihadiste, oltre al proposito (ancora allo studio) di unificazione delle celebrazioni della Pasqua. Sono questi i temi al centro dell’incontro fra il patriarca ecumenico Bartolomeo I e il patriarca caldeo, il card Louis Raphael Sako, in questi giorni in Turchia per la cerimonia di insediamento del neo vescovo caldeo di Diyarbakır mons. Ramzi Garmou. 

Il faccia a faccia, dai toni cordiali come si legge in una nota inviata ad AsiaNews, è avvenuto ieri al Fanar, la sede del patriarcato ortodosso ecumenico a Istanbul. Nel suo discorso, il primate caldeo ha sottolineato che - in generale - la sicurezza in Iraq è migliore rispetto al passato.

Vi sono “prese di distanza più forti”, ha aggiunto, rispetto ai discorsi “di odio e di violenza”. Egli ha quindi aggiunto che è fondamentale “rileggere il pensiero religioso” e presentarlo “in chiave moderna, moderata” perché “il fondamentalismo non ha futuro”. 

Bartolomeo I ha manifestato il suo orgoglio per l’amicizia instaurata con papa Francesco, che ha incontrato già una decina di volte in questi anni di pontificato. Sulla questione dell’unità fra le due Chiese, il patriarca ecumenico ha sottolineato che vi sono diverse Chiese di rito orientale, e persistono elementi da appianare in particolare sull’unificazione dei tempi della Pasqua. Uno degli ostacoli, ha aggiunto, consiste nel fatto che “alcune chiese ortodosse si oppongono” e non si vogliono creare ulteriori fratture o divisioni. 

Chiudendo l’incontro, il patriarca caldeo ha insistito con forza sulla “urgente necessità” di unificare almeno le celebrazioni “per le Chiese cattoliche e ortodosse in Medio oriente”, dando un rinnovato impulso “alla loro presenza unitaria nella regione”. Infine, il porporato ha espresso la speranza per l’istituzione di un comitato congiunto cattolico-ortodosso “sull’ecumenismo e le sfide che affrontano i cristiani nella regione”. 

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