20/10/2011, 00.00
HONG KONG - CINA - VATICANO
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Card. Zen: Ho ricevuto milioni e li ho spesi per la Chiesa e per i poveri

di Paul Hong
Dal 2005 il porporato ha ricevuto dal magnate Jimmy Lai 20 milioni di dollari di Hong Kong. La lunga lista degli aiuti a studenti cinesi all’estero, della Chiesa ufficiale e sotterranea; a sacerdoti e suore, a diocesi in difficoltà, a carcerati e poveri, per traduzioni in cinese di libri e documenti della Chiesa. Le polemiche contro il card. Zen proprio mentre lui ha iniziato lo sciopero della fame. I partiti filo-cinesi non vogliono rivelare chi li finanzia.
Hong Kong (AsiaNews) – Il card. Joseph Zen Ze-kiun ha raccontato ad AsiaNews il modo in cui ha speso in questi anni le donazioni ricevute dal magnate Jimmy Lai, dopo le rivelazioni a fine scandalistico apparse su internet. I circa 20 milioni di dollari di Hong Kong (circa 2 milioni di euro) ricevuti dal 2005 ad oggi sono stati spesi per la Chiesa di Cina, ufficiale e sotterranea, per diocesi disastrate, per prigionieri e persone in difficoltà, per sostenere traduzioni di documenti della Chiesa e libri di teologia in cinese: “Tutti scopi legati alla mia funzione di vescovo e di cristiano e non legati a qualche fine politico”, ha sottolineato il porporato.

Il card. Zen ha iniziato ieri un digiuno per criticare la decisione della Corte suprema che dà torto alla diocesi di Hong Kong imponendole di attuare la riforma scolastica voluta dal governo. Secondo il card. Zen la riforma è un modo sottile di controllare le scuole e svigorire la proposta educativa dei cattolici (cfr. 19/10/2011 Il card. Zen in sciopero della fame per la libertà di educazione nelle scuole).

Proprio quando il vescovo emerito di Hong Kong ha annunciato la sua protesta e il suo digiuno, sono emersi su internet le rivelazioni delle donazioni da lui ricevute da Jimmy Lai, grande imprenditore di Hong Kong, convertitosi di recente al cattolicesimo. Jimmy Lai è un grande sostenitore anche del movimento democratico e molto critico verso la politica stalinista e poliziesca della Cina. Le rivelazioni su internet, attraverso Foxy, elencano anche le sue donazioni al Partito democratico di Hong Kong.

Fonti locali di AsiaNews spiegano: “C’è il tentativo di far passare l’idea che il card. Zen si sia arricchito, o che abbia usato i soldi in modo politico, a sostegno del Partito democratico”.
“Il polverone – aggiungono le fonti – serve anche per squalificare il Partito democratico a poche settimane dalle elezioni dei rappresentanti di distretto (District Council), che dovrebbero tenersi a novembre”.

Il cardinale, dalla casa dei salesiani dove risiede, elenca le donazioni fatte: “Ho sostenuto anzitutto le borse di studio all’estero per circa 170 studenti cinesi della Chiesa ufficiale e sotterranea. Poi, essendo collaboratore del Vaticano sulla Cina, viaggio spesso a Roma e nel mondo. E non ho mai chiesto sovvenzioni a nessuno per questi viaggi, che pago con le offerte ricevute. Siccome Hong Kong è una diocesi abbastanza ricca, è giusto che essa aiuti le diocesi più povere. Per questo, anche quando ero vescovo della città, abbiamo aiutato diocesi colpite da alluvioni, tsunami, terremoti, sia in Cina che in altre parti del mondo. Vi è poi una lunga lista di sacerdoti, suore, vescovi in Cina e altrove che hanno ricevuto aiuti. Se vengono ad Hong Kong, possono acquistare libri, oggetti e arredamenti religiosi a mie spese”.

Un altro campo per l’uso delle donazioni è quello delle traduzioni in cinese. Il card. Zen ha sovvenzionato i progetti per la traduzione del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, pubblicato dal Vaticano nel 2004; quella di un libro sulla teologia del corpo; innumerevoli documenti ufficiali della Chiesa, soprattutto papali.

“Chi mi conosce – aggiunge – sa che non ho mai usato per me questi soldi e nemmeno li ho usati per fare politica. Va detto poi, che tutto questo denaro io l’ho ricevuto come dono personale, senza che mi venisse imposto come usarlo e senza la richiesta di alcun rendiconto”.

Sul denaro versato da Jimmy Lai al partito democratico ed altri partiti, il cardinale non offre nessun commento. Rappresentanti di altri partiti, più vicini alla Cina, criticano la “grande dipendenza” da uno sponsor, sebbene le donazioni di Lai siano legali. Essi sono anche contrari al varo di una legge che costringa tutti i partiti, non solo quello democratico, a mostrare chi li finanzia. “Si potrebbe scoprire – ha detto una fonte – che i partiti filo-cinesi sono finanziati proprio da Pechino”.
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