09/03/2016, 12.01
PAKISTAN
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Cattolici pakistani: Il rilascio di Shahbaz Taseer dopo 5 anni dà speranza per il futuro

di Shafique Khokhar

Dopo quasi cinque anni di prigionia, il figlio dell’ex governatore ucciso perché si opponeva all’estremismo islamico è stato liberato. Ora è con la famiglia in un luogo sicuro. Giustizia e Pace: “Un segno dei tempi, maturi abbastanza per un cambiamento di rotta necessario e richiesto con forza dalla società civile pakistana”. Attivisti per i diritti umani: “La strada presa dal governo è giusta, ma va percorsa tutta”.

Islamabad (AsiaNews) – Il rilascio di Shahbaz Taseer, figlio del governatore ucciso perché si opponeva all’estremismo islamico, “è un segnale positivo per il Pakistan e per l’islam. Dal mio punto di vista, il governo di Islamabad ha realizzato quale deve essere il suo ruolo. E forse questo rilascio è un segno dei tempi, maturi abbastanza per un cambiamento di rotta necessari e chiesto con forza dalla società civile pakistana”. Lo dice ad AsiaNews Kashif Aslam, coordinatore della Commissione episcopale nazionale Giustizia e Pace. Il giovane Shahbaz è stato rapito il 26 agosto del 2011 da un commando armato. Lo scorso 29 febbraio 2016 è stato impiccato l’assassino di suo padre, l’ex guardia del corpo Mumtaz Qadri.

Salman Taseer è stato assassinato all’inizio del 2011 per la sua opposizione alle leggi sulla blasfemia, da lui ribattezzata la “legge nera”, e per la difesa della cristiana Asia Bibi, 45enne e madre di cinque figli, condannata a morte per blasfemia e in attesa di appello. Il governatore del Punjab ha sostenuto con forza la campagna per la liberazione della donna, insieme a Shahbaz Bhatti – ministro cattolico per le Minoranze – ucciso anch’egli per mano di un commando estremista.

Il giovane Shahbaz è stato liberato dalle forze dell’anti-terrorismo grazie a una soffiata. Era tenuto in un hotel a nord di Quetta. Quando gli agenti sono entrati nell’edificio non hanno trovato nessuno tranne l’ostaggio. Alcuni ritengono che sia stato pagato un riscatto ai talebani pakistani, sospettati del rapimento, oppure che trattenerlo si sarebbe dimostrato troppo pericoloso. Il ragazzo è ora con la famiglia – v. foto – in una località sicura.  

La strada verso una normalizzazione del Pakistan, spiega ancora Aslam, “è lunga. Ma ritengo che il primo ministro Nawaz Sharif sia in grado di percorrerla. Si è dimostrato maturo, un politico oramai in grado di fare la differenza nel campo della stabilità del Paese”. Samson Salamat, attivista cristiano e presidente del “Movimento per la tolleranza”, è meno ottimista: “Credo sia presto per dire che siamo in presenza di sviluppi positivi. Ci sono tante cose concrete che andrebbero fatte e che invece vengono rimandate”.

Ad esempio, riprende, “il fatto che gruppi terroristici ufficialmente banditi siano operativi, che non si puniscano i discorsi dell’odio contro le minoranze e che non vi siano politiche per de-radicalizzare la società. Se lo Stato non interviene con misure efficaci per fermare la cultura delle bombe e delle pistole, non abbiamo speranze. Certo, la strada dell’esecutivo sembra quella giusta. Ma la devono percorrere”.

Naumana Suleman, coordinatrice del Centro per la giustizia sociale, ritiene però che la giornata di oggi vada dedicato alla famiglia Taseer: “La liberazione del giovane Shahbaz è una grande notizia, non solo per i familiari ma anche per gli amici e per i sostenitori del governatore defunto. Spero che questo evento porti al più presto alla liberazione di tanti altri prigionieri ‘politici’ come Ali Haider Gilani, figlio del nostro ex premier, e molti altri nella sua situazione”. Il padre Yousaf Raza Gilani  ha commentato: “Dopo questo rilascio, sono positivo e penso che mio figlio verrà presto liberato”.

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