26/08/2011, 00.00
PAKISTAN
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Lahore: sequestrato Shahbaz Taseer, figlio del governatore del Punjab ucciso

di Jibran Khan
Un commando armato lo ha rapito questa mattina, mentre si stava recando al lavoro. Gettati via telefoni cellulari, computer e altri oggetti personali. Esperti affermano che gli estremisti islamici lo useranno come pedina di scambio, per liberare l’assassino di suo padre. La condanna della Chiesa cattolica.
Lahore (AsiaNews) – Questa mattina a Lahore un commando armato di quattro persone ha sequestrato Shahbaz Taseer (nella foto), figlio del governatore del Punjab Salman, ucciso il 4 gennaio scorso per la sua battaglia contro l’estremismo islamico. L’uomo era a bordo della sua Mercedes e si stava dirigendo agli uffici della “World Call”, dove lavora. A pochi metri di distanza dagli ingressi, una motocicletta gli ha sbarrato la strada; da una jeep Toyota sono scese quattro persone che, pistole alla mano, lo hanno prelevato. Il rapimento è avvenuto alle 10.54 del mattino: testimoni hanno visto l’auto dirigersi verso la sede della Defence House Authority (Dha) della città.

Il gruppo di sequestratori ha gettato via i telefoni cellulari e il computer di Shahbaz Taseer, che proprio questa mattina non era accompagnato dalle guardie che gli fanno da scorta. Sin dall’omicidio del padre, infatti, la famiglia è oggetto di minacce e intimidazioni da parte di talebani e fondamentalisti islamici. Salman Taseer è stato assassinato a inizio anno per la sua opposizione alle leggi sulla blasfemia, da lui ribattezzata la “legge nera”, e per la difesa della cristiana Asia Bibi, 45enne e madre di cinque figli, condannata a morte per blasfemia e in attesa di appello. Il governatore del Punjab ha sostenuto con forza la campagna per la liberazione della donna, insieme a Shahbaz Bhatti – ministro cattolico per le Minoranze – ucciso anch’egli per mano di un commando estremista che finora non è stato individuato.

Ora nel mirino degli estremisti è finito il figlio Shahbaz, che secondo alcuni esperti potrebbe essere stato rapito per diventare merce di scambio: il suo rilascio per il proscioglimento di Mumtaz Qadri, la guardia del corpo che ha ucciso a sangue freddo Salman Taseer e diventato un “eroe” nel mondo estremista islamico pakistano. Per i vertici della polizia del Punjab, invece, i motivi del rapimento “sono poco chiari”, perché il gruppo “non ha portato via l’auto, i cellulari, il computer o altri oggetti di proprietà”. Tuttavia, le forze dell’ordine precisano di indagare “a 360 gradi” e non viene esclusa nemmeno la pista “che porta a Mumtaz Qadri”.

Sherbano Taseer, sorella di Shahbaz, ha già lasciato il Pakistan nel timore di violenze. La madre Amina è sotto shock e non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Dopo la morte del marito, la donna è in ansia per la sorte del figlio. Intanto il premier Yousaf Raza Gilani e l’attuale governatore del PUnjab Shahbaz Sharif hanno assicurato il massimo impegno per la liberazione di Taseer.

Un sequestro che viene condannato con forza anche dalla Chiesa cattolica pakistana. P. Xavier Francis, della diocesi di Lahore, ricorda ad AsiaNews la “solidarietà” manifestata da Salman Taseer verso le minoranze religiose e sottolinea come “l’assassinio del governatore del Punjab e di Shahbaz Bhatti non sono fatti isolati, ma segnali di un trend” nel Paese. Il sacerdote assicura “preghiere” per Shahbaz Taseer e la sua famiglia: “speriamo – conclude – che torni a casa preso sano e salvo”.
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