02/09/2014, 00.00
VIETNAM - IRAQ - UCRAINA
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Cattolici vietnamiti pregano con Papa Francesco per i cristiani in Iraq e la pace in Ucraina

di Paul N. Hung

Oltre 4mila persone alla messa celebrata per le minoranze oppresse e le vittime delle violenze perpetrate dallo Stato islamico. Sacerdote a Thái Hà: “Solo l’amore di Gesù è in grado di vincere l’odio”. L’iniziativa di preghiera è anche occasione per difendere la libertà religiosa in Vietnam e il Paese dalla minaccia “imperialista” cinese.

Hanoi (AsiaNews) - Rispondendo all'appello lanciato da Papa Francesco, che chiede preghiere per i cristiani perseguitati in Iraq e per la pace in Ucraina, oltre 4mila fedeli della parrocchia di Thái Hà, ad Hanoi, hanno deciso di riunirsi secondo le intenzioni del Pontefice. Da domenica 31 agosto migliaia di cattolici della capitale partecipano ogni giorno a messe e veglie di preghiera, solidarizzando con le minoranze perseguitate, oppresse, vittime di abusi e massacrate dalle milizie dello Stato islamico in Medio oriente. Le immagini di violenza e terrore dei jihadisti in Iraq e Siria - persone crocifisse o decapitate per essersi rifiutate di convertirsi all'islam - hanno scosso la comunità cristiana vietnamita, la quale risponde con preghiere e celebrazioni eucaristiche che diventano occasione per rivendicare il diritto alla libertà religiosa anche in patria. 

Sui social network e in rete, anche sui siti web in lingua vietnamita, circolano senza sosta le immagini dei massacri che provengono dall'Iraq e dalla Siria. Cristiani e membri di altre minoranze uccisi a causa della loro appartenenza religiosa, per essersi rifiutati di cedere alla follia islamista, per aver scelto di "abbracciare la morte, piuttosto che rinnegare la fede".

Oltre alla pace in Ucraina (e nel mondo) e la fine delle persecuzioni in Iraq, la messa celebrata il 31 agosto dalla comunità di Thái Hà è stata occasione per rivolgere un pensiero alla nazione vietnamita, minacciata in questi ultimi tempi dalla politica imperialista di Pechino nei mari. Molti temono che la sudditanza - politica ed economica - di Hanoi verso il gigante cinese, possa trasformarsi nel tempo in una perdita sempre maggiore in tema di libertà, diritti, difesa della patria. Un pericolo reale, considerato che nei giorni scorsi il governo vietnamita ha condannato tre attivisti per compiacere il fratello maggiore comunista.  

Durante l'omelia della messa domenicale p. John Lưu Ngọc Quỳnh ha ricordato che "solo l'amore di Gesù è in grado di vincere l'odio". Egli ha inoltre aggiunto che "di fronte alle crudeltà, non siamo soli" perché possiamo beneficiare del "riparo" offerto "dalla croce di Gesù", che è morto per "sradicare l'odio" dalla terra. 

Al termine della celebrazione a Thái Hà, i sacerdoti Redentoristi di Hanoi e i 4mila fedeli presenti hanno pregato al santuario di Nostra Signora della giustizia per la pace in Iraq, in Ucraina e una vera libertà religiosa in Vietnam: "Nella storia dell'umanità, ogni tipo di dittatura e tutti i regimi atei hanno da sempre perseguito una politica di annientamento delle religioni; tuttavia, nessun potere può vincere la fede del popolo". 

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