23 Settembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 12/11/2010, 00.00

    IRAQ – GRAN BRETAGNA

    Cattolico caldeo: la tragedia dei cristiani in Iraq non interessa nessuno

    Nirmala Carvalho

    Sotto Saddam Hussein i cristiani in Iraq erano circa un milione: oggi, più della metà di loro è fuggita e vive come profughi in altri Paesi, in particolare Siria e Giordania. Chi è rimasto si sente tradito e abbandonato dal governo e dalla comunità internazionale. Con un solo desiderio: poter vivere e pregare in pace.

    Birmingham (AsiaNews) – “C’è un pericolo reale che i cristiani in Iraq siano sterminati,  per la persecuzione che  l’emigrazione su larga scala”. A parlare è il professor Joseph Seferta, caldeo cattolico nato in Iraq. Oggi vive in Gran Bretagna, dove è un membro della Commissione per il dialogo interreligioso dell’arcidiocesi di Birmingham. In esclusiva per AsiaNews ha parlato della difficile situazione in cui versano i cristiani in Iraq, e in tutto il Medio Oriente.

    Di seguito è riportata la sua testimonianza.

    Appartengo alla Chiesa cattolica caldea, che costituisce la maggioranza dei cristiani in Iraq. Altre, cattoliche e ortodosse, includono cristiani assiri, siriaci, armeni e bizantini. Sotto Saddam Hussein i cristiani erano circa un milione, ma adesso solo la metà è rimasta nel Paese, gli altri sono fuggiti e vivono come profughi, specie in Siria e in Giordania.

    L’atrocità commessa dai fanatici musulmani che ha prodotto decine di morti tra i siriaci cattolici e decine di feriti è stato un duro colpo per l’indifesa minoranza cristiana che lotta. È stata seguita da altri omicidi di cristiani nelle loro case e negozi. Tutti questi fanatici (conosciuti con vari nomi) in Medio Oriente e in altri Paesi a maggioranza musulmana, sono intenzionati a imporre la Shari’a e fondare Stati islamici dove non ci sia posto per i cristiani.

    I cristiani in Medio Oriente, ovviamente, precedono i musulmani di centinaia di anni, e risalgono ai tempi apostolici. Dalla conquista islamica nel VII secolo, i cristiani sono ridotti a cittadini di seconda classe, privati quasi di ogni diritto. Essi hanno subito molte ondate di persecuzione che hanno ridotto di gran lunga il loro numero e la loro influenza. Tutti i giorni soffrono pregiudizi e discriminazioni, mentre le minoranze musulmane qui in Occidente godono pieni diritti e costruiscono centinaia di moschee.

    I cristiani d’Iraq non hanno niente a che fare con l’invasione americana, ma sono sempre erroneamente accusati di schierarsi con l’Occidente “cristiano”. Adesso si sentono isolati e traditi sia dal loro governo che dalla comunità internazionale. Sono sempre stati cittadini-modello, servendo il loro Paese in ogni campo, e il loro unico desiderio è di essere lasciati in pace a vivere e pregare. Ma sono diventati un facile bersaglio per gli estremisti.

    Ora c’è un pericolo reale che i cristiani in Medio Oriente, e in Iraq in particolare, siano sterminati, per la persecuzione e per l’emigrazione su larga scala, a meno che con urgenza non si faccia qualcosa per arrestare l’ondata e salvarli. Troppi di loro non possono sopportare più a lungo la sofferenza e sono stanchi di aspettare che qualcuno venga ad aiutarli. Del resto la gente o non sa o non se ne preoccupa. Anche il recente sinodo delle Chiese in Medio Oriente convocato dal Papa è stato una delusione, per mancanza sia di unità e che di coraggio. È tempo che le Nazioni Unite affrontino seriamente questo enorme problema, altrimenti finiremo con la catastrofe di un Iraq e persino di un Medio Oriente privi di cristiani.

    Nell’ottobre 2007, 138 leader musulmani hanno pubblicato “Una parola comune tra noi e voi”, un sostanziale invito ai cristiani al dialogo, sulla base dei comandamenti dell’amore di Dio e amore verso il prossimo, trovati sia nella Bibbia che nel Corano.

    Il problema è che nulla del genere esiste nel Corano.

    Mentre l’amore è centrale nel cristianesimo, è molto difficile trovarlo nell’islam. I pochi versi coranici che parlano d’amore hanno un significato del tutto diverso dal Nuovo Testamento. Nel Corano, l’amore di Allah è subordinato all’obbedienza cieca dell’uomo alle sue leggi. Così al verso 4:107 leggiamo, per esempio: “Allah non ama l’empio e il colpevole”. L’amore nel Corano è solo un attributo piuttosto che una parte della vera essenza di Dio (“Dio è amore”: 1 Gv 4,8). Il concetto di amore per il prossimo non esiste. C’è solo l’amore per i compagni musulmani; per esempio viene loro detto nel 5:59 “Non prendere ebrei e cristiani come amici”, e nel 9:29: “Combattete coloro che non credono in Allah o nel suo messaggero, anche se sono il Popolo del Libro [cristiani ed ebrei], finché non saranno sottomessi”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    15/06/2011 M. ORIENTE – G. BRETAGNA
    Arcivescovo di Canterbury: Con la primavera araba, cristiani bersaglio di estremisti islamici
    Per Rowan Williams gli estremisti islamici hanno riempito il vuoto di potere lasciato dai dittatori. In Egitto e Siria si rischia una pulizia etnica come per i cristiani dell’Iraq.

    10/08/2006 Gran Bretagna – Medio Oriente
    Londra: sventato un piano terroristico contro 10 aerei

    Aumentata la sicurezza in tutti gli aeroporti britannici. Arrestate 21 persone. Si sospetta la mano di al-Qaeda



    20/06/2017 10:49:00 MEDIO ORIENTE-EUROPA
    Terrorismo e migranti: le leadership in Medio Oriente ricattano l’Europa

    Gli attentati nelle capitali europee mirano a destabilizzare la politica estera di Paesi come Gran Bretagna, Germania, Francia. La posizione “neutrale” dell’Italia non le garantisce l’immunità. L’impegno ad affrontare l’immigrazione con una strategia a lungo termine di convivenza. Ma anche lavorare perché i Paesi di origine dei migranti abbiano sviluppo economico e politico. La profezia di Benedetto XVI nella “Caritas in Veritate”.



    08/10/2013 IRAQ – MEDIO ORIENTE
    Chiesa assira e Patriarcato caldeo: “dialogo e unità” a difesa dei cristiani in Medio oriente
    Mar Dinkha IV raccoglie l’invito al dialogo lanciato da Mar Sako e auspica una “azione comune” fra “Chiese sorelle”. L’idea di un “Comitato congiunto” per perseguire il progetto di unità. Patriarca caldeo: necessità “urgente” per superare le difficoltà e garantire “la nostra presenza” in futuro.

    11/02/2015 GRAN BRETAGNA - IRAQ
    Arcivescovo di Erbil: Fondi e aiuti per dare un tetto ai profughi cristiani di Mosul
    Rivolgendosi al Sinodo generale della Chiesa anglicana mons. Warda illustra le drammatiche condizioni degli sfollati. Ancora oggi sono costretti a vivere in tende o alloggi di fortuna. Per questo è essenziale garantire loro una dimora stabile. A rischio la sopravvivenza stessa della minoranza cristiana in Mesopotamia. Il discorso integrale pronunciato dal presule.



    In evidenza

    GIAPPONE-VATICANO
    Mons. Kikuchi: In sintonia col papa e il card. Filoni per la missione in Giappone

    Tarcisio Isao Kikuchi

    Il vescovo di Niigata e presidente di Caritas Japan commenta a caldo il messaggio papale inviato ieri ai vescovi del Giappone. Le tappe del viaggio del card. Filoni, che toccherà anche Fukushima. Rimane ancora “irrisolta” la questione del rapporto con il Cammino neocatecumenale.


    VATICANO-GIAPPONE
    Papa ai vescovi giapponesi: Siate sale e luce della società, anche andando contro-corrente



    In occasione della visita pastorale del card. Fernando Filoni, Prefetto di Propaganda Fide, nel Paese del Sol levante, papa Francesco spinge i vescovi e la Chiesa giapponese a rinnovare il loro impegno missionario nella società, segnata da suicidi, divorzi, formalismo religioso, povertà materiale e spirituale. La richiesta di collaborare coi movimenti ecclesiali, forse in memoria delle polemiche passate con il Cammino neocatecumenale.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®