18/08/2010, 00.00
RUSSIA
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Cecenia, sermoni porta a porta per i ristoratori che non chiudono per il Ramadan

di Nina Achmatova
Le autorità religiose musulmane istituiscono una speciale commissione che visita bar e caffè predicando sull'importanza di rispettare l’etichetta islamica e invitando a chiudere l’attività durante il giorno. L’iniziativa fa discutere esperti e opinione pubblica: ci sono categorie esenti dal digiuno e che bisogna tenere in considerazione.
 Mosca (AsiaNews) – I ristoranti e le caffetterie che, in Cecenia, non chiudono durante il Ramadan ricevono la visita di una speciale commissione, incaricata di portare avanti “iniziative per la consapevolezza”. Vale a dire, veri e propri sermoni porta-a-porta, con cui le autorità religiose musulmane stanno cercando di “sensibilizzare” la popolazione sulla necessità di rispettare strettamente l’etichetta islamica durante il mese sacro di digiuno e astinenza.
 
A spiegarlo è il mufti di Cecenia Sultan Mirzayev, preoccupato dell’atteggiamento “irrispettoso” di quella parte di popolazione - nella Repubblica autonoma della Federazione russa a maggioranza musulmana - che non osserva i principi fondamentali dell’islam. Dopo le “prediche” della Commissione speciale per la consapevolezza - racconta lo stesso Mirzayev - i ristoratori si scusano, ringraziano e alcuni decidono di chiudere.
 
Il Ramadan cade durante il nono mese del calendario islamico ed è celebrato con il digiuno che si protrae dall’alba al tramonto.
 
L’iniziativa sta facendo discutere esperti e opinione pubblica in Russia. Secondo il vice presidente del Consiglio dei mufti di Russia, l’imam Ildar Aljautdinov, quello che succede in Cecenia non si può applicare anche ad altre regioni con popolazione musulmana. Ogni regione – ha detto – ha la sua particolarità, che i leader religiosi locali devono tenere presente quando prendono decisioni che riguardano la collettività. Ad esempio, in Tatarstan o nel Caucaso del nord non sarebbe giusto proporre una simile iniziativa, perché si tratta di zone dove la maggior parte della popolazione non osserva rigorosamente i precetti religiosi, spiega l’imam. Chiudere del tutto i punti di ristorazione durante il giorno – aggiunge - non tiene presente che esistono anche alcuni categorie che sono esonerate dal digiuno: donne incinta o in fase di allattamento, bambini e persone malate. “Persino in Paesi come l’Arabia Saudita – sottolinea alla radio Eco di Mosca il presidente della federazione dei Ristoratori, Igor Bucharov – durante il Ramadan rimangono aperti alcuni ristoranti per le persone non musulmane”.
 
Anche la popolazione locale esprime disappunto, come riporta il sito “Kavkazkij uzel” (nodo caucasico). “Rispettare i precetti religiosi – dichiara il ceceno Saichan T. – è dovere di un buon credente, ma penso che ogni persona abbia il diritto di scegliere. In base alle sua azioni sarà giudicato da Dio, ma le autorità non possono svolgere la funzione di difensori della religione”.
 
L’iniziativa delle prediche porta-a-porta rientra nella politica del presidente Ramzan Kadyrov (v.foto) - stretto alleato del Cremlino - che sta imponendo nel Paese la sua versione dell’“islam tradizionale ceceno”: gli imam non fedeli al regime vengono arbitrariamente licenziati; bande di uomini vestiti di nero e legati al suo centro per l’Educazione morale e spirituale, girano per strada ricordando ai passanti i mali dell’alcol e spiegando il giusto islam; le donne che non indossano il velo ricevono attacchi fisici e verbali. Di recente, Kadyrov ha proposto di unificare l’appellativo con cui ci si riferisce ai capi delle realtà federate russe (regioni, repubbliche e province), abbandonando l’utilizzo di “presidente”, destinato solo al capo del Cremlino. Kadyrov non ha escluso l’ipotesi di nominare il capo della Repubblica cecena, padre della nazione o, ancora meglio, imam.
 
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