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» 12/06/2012
PAKISTAN
Cecil Chaudhry: eroico testimone di Cristo, fra i musulmani pakistani
di Shafique Khokhar
A due mesi dalla scomparsa, la comunità cristiana ricorda l’alto ufficiale dell’esercito e leader cattolico. Alla cerimonia di suffragio centinaia di persone, anche musulmane. Attivista pro diritti umani: più forte della “discriminazione”. P. Mendes: onesto e dedito alla famiglia. Giovane pakistana: “il mio eroe e il mio ideale”.

Lahore (AsiaNews) - A due mesi dalla scomparsa, la comunità cristiana ha voluto rendere omaggio alla figura di Cecil Chaudhry, pilota delle Forze armate del Paese, eroe dell'indipendenza e promotore dell'ideale "una nazione, un popolo" alla base del Pakistan. Cattolico, attivista pro diritti umani e civili, egli è morto il 13 aprile dopo una lunga malattia; alle esequie hanno partecipato migliaia di cittadini, in lacrime per la morte di un leader di primo piano. Il 9 giugno scorso almeno 500 persone fra cristiani e musulmani si sono riuniti nella cattedrale del Sacro Cuore di Lahore, per una messa di suffragio. Alla cerimonia hanno partecipato vescovi, sacerdoti, suore, attivisti per i diritti umani e semplici cittadini che hanno letto poesie, speciali preghiere, discorsi alla memoria; al termine si è svolta la celebrazioni eucaristica, guidata dall'arcivescovo di Karachi mons. Joseph Coutts.

Nato il 27 agosto 1941 in una famiglia cattolica di Dalwal (Punjab), Cecil Chaudhry nutriva una "fede profonda" in Cristo. Nel 1958 entra nell'accademia militare dell'aviazione pakistana. Durante la sua permanenza nell'esercito partecipa alle guerre indo-pakistane del 1965 e del 1971, dove si distingue in diverse operazioni ad alto rischio che gli valgono due medaglie al valore. Si ritira dall'esercito nel 1986 con il grado di colonnello, perché non essendo musulmano non può coprire la carica di Capo delle Forze armate. Figura di spicco nel processo di riconciliazione fra India e Pakistan, inizia al contempo una battaglia a favore dei diritti umani e dell'educazione dei giovani, in particolare fra i membri delle minoranze.

Ricordando la mancata nomina al vertice dell'esercito - il vero "potere forte" del Pakistan - a causa della religione, I.A. Rehman, direttore di Human Rights Commission of Pakistan (Hrcp, sottolinea che "egli non ha permesso alla discriminazione di impedirgli di lavorare a favore della nazione". Per questo Chaudhry ha rivolto i suoi sforzi nel settore "dell'istruzione e dei diritti umani". P. Bonnie Mendes, sacerdote a Faisalabad e coordinatore regionale di Caritas Asia, aggiunge che egli "avrebbe potuto diventare multimilionario" durante la trattativa con la Francia per l'acquisto di aerei da combattimento, ma ha preferito dedicare i suoi servigi al Paese all'insegna dell'onestà. "Cecil - ricorda - non voleva ricchezza materiale, ma un bene maggiore che deriva dall'amore e dalla comprensione familiare" e ha più volte invitato i concittadini a fare del Pakistan "un popolo, una nazione".

Shalom Bashrat, giovane cristiano di Lahore, presente alla celebrazione, racconta di trarre "ispirazione" dalla "lotta per i diritti degli oppressi" promossa da Chaudhry. "Era una vero modello per i giovani cristiani pakistani" afferma ad AsiaNews, perché rappresentava un "testimone vivente dell'essere cristiani all'interno della comunità musulmana" e ha più volte invitato "le famiglie cristiane a educare e far studiare i propri figli", promuovendo anche borse di studio per i più poveri ma meritevoli. E lancia una frecciata all'attuale leadership cristiana, troppo dedita "ai propri interessi" piuttosto che al bene comune. Anche la giovane Nazia Shaheed ha voluto partecipare alla messa di suffragio, perché considera Chaudhry "il mio eroe e il mio ideale": "Non era solo un vero difensore del Pakistan - commenta la ragazza - ma anche un autorevole difensore dei diritti umani e, al contempo, un promotore di pace" nel Paese.

Negli anni '90 Cecil Chaudhry viene nominato segretario dell'All Pakistan Minorities Alliance (Apma), gruppo fondato nel 1985 da Shahbaz Bhatti. Nell'ultimo periodo di vita lavora a fianco del ministro assassinato dai fondamentalisti islamici, dedicandosi alle riforme scolastiche per i bambini disabili. Chaudhry è stato anche un attivo sostenitore della Commissione nazionale di giustizia e pace e per 14 anni ha condotto la campagna che nel 2002 ha portato al ripristino del suffragio universale.

(Ha collaborato Joseph Laldin)


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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