07/10/2006, 00.00
CINA

Celebrato nel silenzio il 30° anniversario della caduta della Banda dei Quattro

Storici e studiosi cinesi denunciano: la leadership attuale passa sotto silenzio ogni data sensibile per non confrontarsi con la storia, ma questo crea un vuoto nella popolazione che non ha percezione della storia del Paese.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – E' passato nel più totale silenzio, ieri in Cina, il 30° anniversario dell'arresto della Banda dei Quattro, il gruppo degli ideologi più radicali della Rivoluzione culturale (1966 – 1976).

Questo silenzio – denunciano studiosi e storici - è da imputare alla leadership cinese, che continua ad evitare la commemorazione di ogni anniversario "politicamente sensibile", con il risultato di non riuscire a portare avanti un'analisi obiettiva della storia recente del Paese.

Alcuni studiosi hanno approfittato di quest'ultimo anniversario ignorato per mettere in luce come "la popolazione non ha più percezione degli avvenimenti recenti, cambiati o fatti dimenticare per evitare ogni paragone con la situazione attuale".

Joseph Cheng, che insegna storia cinese all'Università comunale di Hong Kong, dice: "Molte persone associano i Quattro a quello che con molta probabilità è il periodo meno rimpianto della storia della Repubblica popolare di Cina. Tutti ricordano il grande potere che hanno avuto fra le mani ed il modo tremendo in cui lo hanno esercitato".

Il professore sottolinea però come "di base, molte persone che hanno vissuto quel periodo hanno voluto dimenticare chi erano i Quattro. I giovani, poi, non ne hanno proprio idea".

E' presumibile che queste informazioni non vengano fornite alla popolazione dai media, per cercare di evitare ogni tipo di dibattito sulla travagliata storia del potere in Cina, il governo evita di ricordare ogni anniversario sensibile, fra cui la morte di Mao.

Secondo Liu Xiaomeng, storico dell'Accademia cinese per le Scienze sociali, questo "riflette un desiderio generale di oblio, una voglia di evitare riflessioni obiettive sulla storia del nostro Paese. La leadership attuale non è ancora scesa a patti con la nostra storia e questo ha causato diversi problemi alla popolazione, che non ha percezione della storia recente della nazione".

Lo storico aggiunge che "durante il processo che li ha visti sul banco degli imputati, la Banda è stata incolpata di tutte le barbarie della Rivoluzione culturale, e, anche se questo non è proprio vero, vengono ancora considerati gli unici colpevoli".  

"Anche se l'economia cinese ha fatto degli enormi balzi in avanti – conclude lo studioso – le contraddizioni del sistema non sono ancora state risolte: non abbiamo una vera democrazia ed il processo di modernizzazione non è garantito del tutto".

Il membro più conosciuto e più potente della Banda dei Quattro era Jiang Qing, vedova di Mao e sua quarta e ultima moglie: gli altri tre erano Zhang Chunqiao (esperto di propaganda), Wang Hongwen (sindacalista) e Yao Wenyuan (critico letterario).

Nonostante il grande potere che gestivano nel corso della Rivoluzione culturale, i quattro erano consapevoli che la maggior parte della loro influenza dipendeva dall'acquiescenza di Mao, fondatore della Cina comunista. Per questo, alla morte di Mao – nel settembre del 1976 – hanno cercato di aggiudicarsi il potere supremo, a Pechino, ma sono stati sconfitti dall'dall'allora leader del Partito, Hua Guofeng, e successivamente arrestati e condannati in un processo-farsa molto pubblicizzato.

Nel dicembre scorso è morto di diabete l'ultimo superstite, Yao Wenyuan, mentre gli altri tre si sono suicidati nel corso della detenzione cui erano stati condannati.

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