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    » 20/11/2010, 00.00

    CINA-VATICANO

    Chengde: otto vescovi uniti al papa partecipano all’ordinazione illecita

    Zhen Yuan

    La cerimonia è avvenuta nonostante la dura protesta della Santa Sede. Non vi erano ordinazioni illecite dal 2006. Fra gli otto vescovi partecipanti vi è pure mons. Francesco An Shuxin di Baoding, che lo scorso anno era emerso dalla Chiesa sotterranea, provocando molti conflitti e controversie con il Vaticano. I fedeli sono rattristati e irati.
    Chengde (AsiaNews) – P. Giuseppe Guo Jincai è stato ordinato oggi vescovo di Chengde (Hebei) senza mandato del papa. L’ordinazione è avvenuta nella chiesa di Pingquan (Chengde) alla presenza di otto vescovi ufficiali legittimi, cioè in comunione con la Santa Sede.
     
    Nonostante le obiezioni del Vaticano prima dell’ordinazione (v. 18/11/2010 La Santa Sede contro un’ordinazione episcopale illecita e la violenza sui vescovi), l’evento si è svolto dalle 9 alle 10.40 questa mattina. Alla cerimonia hanno partecipato anche decine di sacerdoti, 500 fedeli e vari rappresentanti del governo. Alla fine della messa, è stato distribuito un’immaginetta ricordo del nuovo vescovo (v. foto).
     
    In Cina non vi erano state ordinazioni illecite dal 2006, quando sono stati ordinati in pochi giorni Giuseppe Ma Yinglin di Kunming e Liu Xinhong di Anhui. Anche allora il Vaticano ha diffuso una dura protesta (04/05/2006 Santa Sede: le illecite ordinazioni in Cina una "grave violazione della libertà religiosa). Il numero dei vescovi partecipanti all’ordinazione di Ma era superiore di uno a quelli presenti oggi.
     
    Il presidente dell’ordinazione di oggi a Chengde è stato mons. Fang Jianping of Tangshan. Altri partecipanti, sequestrati dal governo nei giorni scorsi, sono mons. Pei Junmin di Liaoning, mons. Li Lianggui di Cangzhou, mons. Feng Xinmao di Hengshui. A questi si sono aggiunti mons. Giuseppe Li Shan, arcivescovo di Pechino, mons. Meng Qinglu di Hohhot, mons. Zhao Fengchang di Liaocheng e il vescovo coadiutore di Baoding, mons. Francesco An Shuxin.
     
    Nel marzo scorso il Vaticano ha dato indicazioni ai vescovi in comunione col papa di non partecipare a gesti (come assemblee o ordinazioni episcopali) che sono in contraddizione con la comunione con il pontefice.
     
    La partecipazione di mons. An Shuxin crea ancora più difficoltà per il Vaticano e per la Chiesa in Cina. Lo scorso anno mons. An ha deciso di emergere dalla Chiesa sotterranea e essere accolto nella Chiesa ufficiale, riconosciuta dal governo. La sua scelta ha generato molte controversie e divisioni nella chiesa di Baoding.
     
    Fonti cattoliche locali hanno riferito ad AsiaNews che attorno alla chiesa dove si è svolta l’ordinazione erano spiegate molte forze di sicurezza, mentre molti poliziotti in borghese controllavano ogni luogo. I cattolici locali sono addolorati per l’ordinazione e si domandano se d’ora in poi potranno ricevere i sacramenti da un vescovo non in comunione col papa. Cattolici delle altre diocesi sono invece irati per quello che il governo ha fatto contro la Chiesa, mettendo in imbarazzo i loro vescovi e il Vaticano. Diversi di loro sperano che la Santa Sede non affretti i passi per stabilire relazioni diplomatiche con la Cina.
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