02/11/2005, 00.00
CINA
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Cina, dissidente liberato dopo 13 anni di ospedale psichiatrico

Wang Wanxing è stato arrestato nel 1992 per aver chiesto al Partito Comunista di rivedere il giudizio sul movimento democratico di Tiananmen. Durante la sua testimonianza descrive dottori "di natura sadica".

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L'organizzazione internazionale Human Rights Watch (Hrw), ha reso noto che un dissidente  cinese è stato rilasciato in agosto, dopo aver passato 13 anni di detenzione in un ospedale psichiatrico militare.

Wang Wanxing, un lavoratore residente a Pechino di 56 anni, era stato arrestato il 3 giugno 1992 (terzo anniversario del massacro di Tiananmen) per aver cercato di esporre sulla piazza un cartello con cui chiedeva al Partito comunista di cambiare il giudizio sul movimento democratico. Dopo l'arresto Wang era stato rinchiuso nell'Ankang Hospital, struttura psichiatrica gestita dalla pubblica sicurezza, dove i medici lo hanno ricoverato per "sintomi paranoici". La famiglia ed altri osservatori indipendenti che lo hanno visitato, lo definivano "lucido e mentalmente stabile".

Secondo Hrw Wang è stato liberato in agosto subito dopo la visita in Cina di Louise Harbour, commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Dopo la scarcerazione è stato messo su un aereo per Francoforte, in Germania, dove ha incontrato la moglie e la figlia. Prima del rilascio la pubblica sicurezza ha avvertito Wang di non parlare con nessuno del suo periodo di detenzione: in caso contrario sarebbe stato immediatamente riportato in ospedale.

"Il rilascio di Wang è una buona notizia – scrive in un documento Brad Adams, direttore di Hrw per l'Asia – ma sottolinea la situazione di migliaia di dissidenti chiusi in ospedali psichiatrici senza ragione". "E' arrivato il momento per i leader cinesi – continua – di decidere che la strada per la modernizzazione passa anche attraverso l'abolizione di pratiche barbare come l'uso di trattamenti e farmaci psichiatrici per persone che hanno opinioni politiche diverse dalle loro". Il dissidente descrive infatti alcuni dottori ed infermieri come brave persone, mentre altri come di natura "sadica". Dice che il personale medico usava l'elettroshock per trattare i casi più difficili, obbligando gli altri internati ad assistere alle cure-torture.

Wang ha passato i primi 7 anni di prigionia in aree dell'ospedale in cui convivevano 50 - 70 pazienti con patologie generali; gli ultimi 5 li ha vissuti in compagnia di "ricoverati affetti da seri disturbi psichici, alcuni dei quali hanno anche ucciso durante quel periodo". "La diffusa violenza fra pazienti in quel braccio dell'ospedale – scrive ancora Hrw, citando le testimonianze del dissidente – era terrificante. Molto spesso Wang ha dovuto passare la notte insonne per prevenire attacchi improvvisi ed immotivati".

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