23/08/2005, 00.00
CINA
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Cina, entro il 2005 ispezione Onu contro le torture

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Manfred Nowak, inviato speciale delle Nazioni Unite per i casi di tortura, visiterà nel corso dell'anno la Cina. La visita è stata programmata dato l'alto numero di casi in cui persone innocenti sono state condannate dalle autorità cinesi – alla prigione ma anche alla pena di morte – grazie a confessioni estorte con la tortura. L'Onu ha fatto sapere che il suo inviato arriverà il 21 novembre e rimarrà nel Paese per circa 2 settimane.

Nowak farà tappa anche nel Xinjiang – regione abitata dall'etnia musulmana Uighur – ed a Lhasa, la capitale del Tibet. La maggior parte dei detenuti politici in Cina sono infatti uighuri o tibetani, accusati di fomentare la rivolta nella parte occidentale del Paese. L'ambasciata degli Stati Uniti in Cina ha fatto sapere che, oltre ad ospitare l'inviato Onu, il governo cinese ha accettato di fargli effettuare visite non annunciate alle prigioni ed ha garantito che non vi saranno rappresaglie contro coloro che vorranno parlare con lui.

Nel corso dello scorso anno Pechino ha condannato la pratica delle confessioni "forzate" ed ha chiesto all'autorità giudiziaria di riflettere bene prima di comminare la pena di morte. La Cina rimane comunque una delle nazioni più criticate al mondo per i suoi verdetti arbitrari. Nel 2004 sono state registrate 3.797 esecuzioni in 25 paesi, di cui 3.400 avvenute in Cina; il dato rappresenta l'89,5 % del totale. In occasione della scorsa Assemblea nazionale del popolo, Chen Zhonglin, uno dei delegati, ha detto che la Cina mette a morte "circa 10 mila persone" l'anno, ma la politica di Pechino impone di considerare "segreto di Stato" i dati ufficiali sull'argomento.

Uno dei casi che ha fatto più scalpore è avvenuto in aprile, quando un uomo con 11 anni di galera alle spalle - condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie – è stato liberato dopo il rientro nella regione della moglie, non solo viva ma con un altro marito. L'uomo ha dichiarato di essere stato torturato fino ad ammettere il crimine ed ha condannato la brutalità della polizia cinese.

La Cina ha la più alta popolazione carceraria al mondo ed ha un sistema legale che il Dipartimento di Stato americano definisce "caratterizzato dai maltrattamenti contro i detenuti" oltre ad una "egregia" mancanza di giusti processi nei casi che prevedono la pena di morte.

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