19/12/2005, 00.00
Cina
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Cina, il governo difende il massacro di Dongzhou

La polizia "ha agito nel migliore dei modi". Identificate per la prima volta le vittime della sparatoria. Il resoconto finale degli scontri verrà pubblicato "quando la vita a Dongzhou tornerà normale".

Shanwei (AsiaNews/Scmp) – Il governo provinciale di Shanwei, città nella provincia meridionale del Guangdong, ha difeso per la seconda volta il modo con cui ha gestito la protesta scoppiata a Dongzhou 2 settimane fa. La difesa pubblica è apparsa ieri sul Nanfang Daily, un quotidiano locale, e ripresa dall'agenzia governativa Xinhua.

Il testo afferma che le autorità hanno agito "con pieno controllo" e sottolinea che senza l'uso della forza molte altre vite sarebbero state a rischio. A Dongzhou il 6 dicembre scorso la polizia paramilitare ha sparato contro una manifestazione di abitanti che protestavano per la requisizione delle loro terre. Il governo sostiene che nello scontro vi siano stati 3 morti, ma gli abitanti parlano di almeno 20 vittime.

Il documento pubblicato ieri "biasima la violenza scatenata da un piccolo gruppo di istigatori", ma evita di commentare l'operato della polizia che ha fatto crescere la violenza fino a renderla fuori controllo.

Per la prima volta il governo ha identificato le vittime: Wei Jin, 31 anni; Lin Yidui, 26 anni; Jiang Guangge, 35 anni. Secondo il giornale le famiglie di Lin e Jiang hanno reclamato i corpi mentre Wei è al momento in obitorio.

"Durante la caotica situazione – dichiara nell'articolo un portavoce dell'amministrazione municipale – i rivoltosi hanno lanciato bottiglie molotov contro la polizia. La situazione era molto critica e la pubblica sicurezza ha dovuto prendere delle decisioni immediate per fermare la rivolta e disperdere la folla o la vita di tutti i presenti sarebbe stata messa a serio rischio".

Il portavoce sottolinea che sulle ragioni della protesta – la requisizione delle terre del villaggio ed il mancato risarcimento agli abitanti – il governo "ha fatto tutto il possibile" secondo i regolamenti governativi ed ha dimostrato "la più grande sincerità" nel spiegare la situazione.

Secondo il governo 1.629 famiglie hanno accettato la proposta ed il risarcimento del governo e 25 hanno rifiutato. Sono proprio queste ultime, afferma il portavoce, ad "aver ingannato gli abitanti di Dongzhou". "Con il pretesto di agire nell'interesse comune – sostiene - hanno usato la scusa dei compensi inadeguati e della corruzione per convincere i concittadini ad unirsi ad assemblee, dimostrazioni e proteste illegali".

Un resoconto completo dell'accaduto verrà pubblicato "al termine dell'inchiesta, quando la vita di Dongzhou tornerà alla normalità".

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