23/06/2005, 00.00
CINA

Cina, la "fabbrica del mondo" è il paese più inquinato

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – "La Cina ha pagato un elevato prezzo in materia ambientale" per il rapido sviluppo economico degli ultimi 20 anni. Lo afferma Pan Yue, vice direttore dell'Amministrazione statale per la protezione dell'ambiente (Sepa), durante il 7° Forum Verde della Cina, apertosi sabato 18 giugno a Pechino.

Secondo Pan Yue, lo sviluppo deve rispettare le esigenze dell'ambiente e della società, se non si vuole che la prevista crescita economica del 400% per il 2020 porti un pari aumento dell'inquinamento ed esaurisca le risorse naturali del paese. Anche se la Cina è diventata "la fabbrica del mondo" – osserva – nelle nazioni più sviluppate esporta solo "prodotti di basso livello industriale" e "consuma le proprie risorse" materiali e ambientali. Per esempio, la Cina usa più acqua e scarica più liquami di qualsiasi altra nazione. Il suo prodotto interno lordo è tra 400 e 1.000 dollari Usa pro capite, ma l'inquinamento è simile a quello dei paesi occidentali nei quali il Pil pro capite è tra  3 mila e 10 mila dollari.

L'inquinamento ha ridotto il territorio abitativo dai 6 milioni di kmq nel 1949 ai 3 milioni attuali, mentre la popolazione è salita da 600 milioni a 1,3 miliardi. Pechino è divenuta famosa per l'intenso traffico – con oltre 2 milioni di automezzi sempre in circolazione, che saranno 5 milioni nel 2020 - e per l'inquinamento dell'aria. Per diminuire il traffico risultano insufficienti i costosi sottopassaggi e si progetta di spostare in periferia gli uffici pubblici. Attualmente gli uffici del governo sorgono nelle zone più prestigiose e costose, come a Zhongnanhai, a fianco del centrale Palazzo imperiale, tra alberi secolari e laghetti.

In Cina si trovano 16 delle 20 città più inquinate del mondo. Molto dell'inquinamento è dovuto anche all'uso del carbone per la produzione enegetica. Gli impianti a carbone producono il 75% dell'energia necessaria. Essi emettono anidride solforosa, causa delle piogge acide, con un danno annuale – secondo la Sepa – di 110 miliardi di yuan (13,3 miliardi di dollari Usa).  Pan Yue definisce "del tutto sbagliata" l'ideologia dello sviluppo di questi anni, per la quale viene "prima lo sviluppo e dopo prevenzione e controllo dell'inquinamento" e avverte che occorre  uno "sviluppo ecologico" e che "il governo adotterà provvedimenti per incoraggiare una produzione pulita e punire il grave inquinamento." (PB)

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