17/10/2009, 00.00
CINA - TIBET
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Tibet, scoperto un enorme giacimento di metano fra i ghiacci

Potrebbe rappresentare l’indipendenza energetica della Cina. Ma gli idrati di metano, conosciuti anche come “ghiaccio che brucia”, sono anche uno degli agenti più inquinanti al mondo.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nella tundra tibetana “è nascosto il segreto per l’indipendenza energetica della Cina, che vede aprirsi la strada verso uno sviluppo ecosostenibile e senza petrolio”. Lo ha dichiarato ieri un rappresentante del ministero cinese per la Terra e le risorse, che ha spiegato: “Sotto i ghiacci di Tibet e Qinghai i nostri geologi hanno trovato il più grande giacimento sotterraneo  di idrati di metano”. Il combustibile, noto come “ghiaccio che brucia”, è caratteristico del sottosuolo cinese: per forma e spessore, assomiglia all’acqua solidificata. Ma se viene bruciato, sprigiona energia pulita: il metano è infatti un combustibile pulito, che emette diossido di carbonio e acqua. Come il gas naturale, può essere trasportato tramite tubi, navi o camion.

Secondo il ministero, si tratta della più importante scoperta geologica mai avvenuta in Cina sin dal 1959, quando vennero trovati alcuni depositi di petrolio. Il valore energetico stimato della nuova riserva di “ghiaccio che brucia” è equivalente a 255,5 miliardi di barili di greggio: all’incirca, 200 volte la produzione interna di petrolio. Subito dopo l’annuncio, la Borsa di Shanghai ha visto schizzare il valore delle azioni di compagnie energetiche.

Ma alcuni scienziati avvertono del pericolo connesso agli idrati: se liberati nell’aria, infatti, causano un inquinamento pari a 25 volte quello dell’anidride carbonica. Al momento, la riserva è protetta dal ghiaccio naturale che la ricopre, ma lo scioglimento progressivo delle calotte perenni rischia di liberarne la potenza distruttiva. Il professore Wu Qingbai, vice direttore del laboratorio di Stato di Lanzhou, la definisce “la più grave preoccupazione per il clima mondiale. Quando il mondo accusa la Cina di inquinare, pensiamo alle macchine e alle industrie. Ma se c’è davvero questa riserva, può fare danni pazzeschi”.

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