15/07/2009, 00.00
TURKMENISTAN
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Cinque miliardi di dollari per la Las Vegas del Mar Caspio

A Turkmenbashi, sul Mar Caspio, sta sorgendo l’oasi di Avaza: quattro hotel monumentali, ville, casinò, un isola e un centro sciistico artificiale, un aeroporto internazionale. Il progetto è finanziato con i proventi della vendita di gas. Ma nel Paese lo stipendio medio annuo è di 6.800 dollari e la disoccupazione è al 60%.
Ashgabat (AsiaNews/Agenzie) - Quattro monumentali hotel in marmo bianco, ville con vista sul Mar Caspio, casinò, un isola e un centro sciistico artificiale, un aeroporto internazionale. È il progetto Avaza (nella foto), un’oasi nel deserto che il governo del Turkmenistan sta realizzando a Turkmenbashi.
 
I quattro hotel, decorati in modo freddo e monumentale, sono già pronti e sono stati inaugurati lo scorso mese per l’iniziale apertura al pubblico di quella che Murat Kariyev, presidente della commissione elettorale del Paese, definisce la “finestra del Turkmenistan per il mondo”.
 
Il progetto costa 5 miliardi di dollari, tutti provenienti dagli introiti annui della vendita di gas, stimati in 7 miliardi. Il Turkmenistan è la quinta potenza mondiale per riserve energetiche. Il Paese è un partner strategico per Russia, Cina, Stati Uniti, Europa e Iran, ma nel contempo è esposto alle mire delle grandi compagnie come Gazprom che vuole estendere il suo dominio sulla regione assumendo una posizione dominante e monopolistica nella gestione del gas.
 
Per i sostenitori del progetto, l’oasi di Avaza è un tentativo di aprire il Turkmenistan al mondo sottraendolo all’isolamento in cui lo vorrebbe costringere soprattutto la Russia. Per i detrattori, la Las Vegas del Mar Caspio è l’ennesima documentazione del dispotismo del presidente Gurbanguly Berdymukhammedov. Nel Paese vivono circa 5 milioni di persone di cui la maggior parte abita le zone rurali e sono impiegate nell’industria nazionale del cotone. Alcune statistiche rivelano che lo stipendio annuo procapite si aggira in media attorno ai 6.800 dollari e che il 60% della popolazione del Paese è disoccupata.
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