04/03/2020, 15.52
HONG KONG-CINA
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Con la nomina di Xia Baolong, Pechino sceglie la linea dura per Hong Kong

di Willy Lam

L’alto funzionario è un fedelissimo di Xi Jinping. Una carriera costruita nel Zhejiang al fianco del presidente cinese. Il suo ruolo nella repressione dei cristiani “sotterranei”. La sua azione repressiva usata come modello per i campi di internamento degli uiguri. Per gli analisti, Xia attuerà un politica fortemente repressiva nella città autonoma, riproponendo schemi già adottati in Tibet e nello Xinjiang.

Hong Kong (AsiaNews) – Per ripristinare l’ordine a Hong Kong, sconvolta da mesi di proteste guidate dal movimento pro-democrazia, il presidente cinese Xi Jinping affida a Xia Baolong, suo fedelissimo, la gestione degli affari politici relativi alla città autonoma. Xia è noto per aver represso i cristiani nel Zhejiang e molti si aspettano proponga una politica fortemente repressiva, con aspetti simili a quella adottata in Tibet e nello Xinjiang. L’analisi del giornalista e politologo Willy Lam. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.

 

Introduzione

Con la nomina di Xia Baolong a capo dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao del Consiglio di Stato (Hkmao), annunciata il 13 febbraio, è chiaro che Pechino adotterà una politica più severa nei confronti della Regione amministrativa speciale (Sar) di Hong Kong.

Xia è vicepresidente della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Nella gerarchia della Repubblica popolare cinese significa che egli è un “leader statale”. Questa mossa preannuncia pertanto il rafforzamento dello status dell’Hkmao e, più in generale, mette in luce la centralità della città autonoma nel quadro politico nazionale.

La scelta di Xia, che ha iniziato la sua carriera politica a Tianjin, è significativa da un altro punto di vista. Dal 2002 al 2007, quando il presidente Xi Jinping era il segretario del Partito comunista cinese (Pcc) nella provincia costiera dello Zhejiang, egli era il suo vice. Il fatto che Xia sia un protetto di Xi è ben noto agli analisti cinesi (Ming Pao [Hong Kong], 14 febbraio; HK01.com, 13 febbraio).

L'Hkmao è di solito diretto da un funzionario di livello ministeriale. Zhang Xiaoming, il predecessore di Xia a capo dell’Ufficio, ha questo grado. Zhang è stato retrocesso a vice (operativo) di Xia con il titolo di ministro. Tuttavia, sembra chiaro che il suo compito sarà quello di eseguire le direttive politiche del suo superiore – vale a dire quelle di Xi Jinping.

Con uno stretto alleato a capo dell’Hkmao, Xi diventa in modo indiretto il massimo arbitro degli affari di Hong Kong e Macao. Ciò malgrado il fatto che, secondo la divisone del lavoro esistente all’interno del Partito,  il membro del Comitato permanente del Politburo responsabile di Hong Kong è il vice premier Han Zheng.

Negli ultimi anni, Han si è concentrato su programmi infrastrutturali come la Belt and Road Initiative e il progetto di sviluppo dell’area costiera tra l’ex colonia britannica e Macao, lasciando le questioni politiche relative alla città a Xi quale “nucleo permanente” del Partito (BBC Chinese Service, febbraio 13; ITN.com [Taipei], 3 dicembre 2019; , PRC State Council, 1 marzo 2019).

Il mandato di Xia Baolong nella provincia dello Zhejiang – e ciò che fa presagire per il futuro

Data la lunga tradizione cinese del governo degli “uomini”, anziché di quello delle “leggi”, è importante comprendere i tratti e l’orientamento politico di Xia (nato nel 1952). Dopo essere cresciuto politicamente a Tianjin tra il 1970  e il 2003, egli è stato nominato vice segretario del Partito dello Zhejiang, ruolo che ha ricoperto sino al 2007. Durante questo periodo, è divenuto anche membro del Comitato permanente per gli affari politico-legali della provincia. Ad affascinare Xi era la sua posizione ortodossa sul controllo sociale del Pcc e la sua intolleranza alle voci dissidenti e alla crescita della società civile. Xia è stato in seguito nominato governatore dello Zhejiang nel 2012 e segretario del Partito locale un anno dopo.

Al suo arrivo nello Zhejiang, Xia visitò varie città, come la prospera Wenzhou, che ha una considerevole comunità cristiana. Secondo quanto riferito, nei colloqui con i suoi subordinati egli si domandava se fosse il Partito o la Chiesa cattolica a comandare in alcune parti della provincia.

Poi, nel 2014, Xia è stato il primo a lanciare nel Paese una azione repressiva contro le comunità protestanti e cattoliche sotterranee, distruggendo le croci sugli edifici delle chiese – e talvolta gli stessi edifici religiosi – in diverse città dello Zhejiang. Il suo obiettivo è quello di “sinicizzare” il cristianesimo, o di iniettare valori confuciani e cinesi nel credo occidentale, attraverso il cambiamento arbitrario dei dogmi della Chiesa (RTHK.hk, 13 febbraio; Christianitytoday.com, 20 marzo 2019; Chinaaid.net, 16 ottobre 2017; Zhejiang News, 26 giugno 2015).

Mentre Xia sembrava godere del pieno supporto di Xi, il presidente cinese pareva rendersi conto – magari solo per un breve periodo – dei problemi di immagine internazionale prodotti da quella che era la più dura repressione religiosa in Cina dalla fine della Rivoluzione culturale.

In un incontro di alto livello sugli affari religiosi nazionali tenutosi a Pechino nel 2016, le province del Guangdong, Jiangsu e Hebei furono lodate per le loro efficaci politiche religiose. Stranamente, lo Zhejiang non venne citato. Nonostante le speculazioni sul fatto che Xia avrebbe ottenuto un posto nel Politburo al 19° Congresso del Partito nel 2017, gli è stato invece assegnato il prestigioso lavoro alla Conferenza politica consultiva, che vale come un pre-pensionamento.

Allo stesso tempo, Li Qiang, governatore dello Zhejiang e un altro protetto di Xi, fu promosso segretario del Partito a Shanghai, entrando anche nel Politburo (Huanqiu Shibao, 5 maggio 2017; Xinhua, 23 aprile 2016).

Secondo Ying Fuk-tsang, decano della Divinity School dell’università cinese di Hong Kong, Xi può aver pensato per qualche tempo che Xia avesse esagerato nella soppressione dei cristiani. Malgrado questo, non ha mai perso fiducia in lui.

Nel 2018, la distruzione di chiese e croci è ripresa nell’Henan e in altre province. Ying sostiene che “Xi ha un’alta stima del fatto che Xia abbia per prima cosa a cuore gli interessi del partito, e che sia uno spietato esecutore”. A sua detta, “questo è il motivo per cui Xia è stato riportato in prima linea ora che la repressione delle forze ‘anti-cinesi’ a Hong Kong è diventata una priorità per Pechino.

Cambiamenti nell'apparato politico di Pechino per Hong Kong

La nomina di Xia non è un evento isolato: l’intera struttura politica di Pechino responsabile per gli affari di Hong Kong è stata cambiata. Luo Huining, il neo nominato direttore dell’Ufficio di collegamento a Hong Kong del governo centrale è stato nominato anche vice-direttore dell’Hkmao. Lo stesso ruolo è stato riservato a Fu Ziying, direttore dell’Ufficio di collegamento a Macao.

Prima di questo sviluppo, i ruoli di livello ministeriale nell’Hkmao e nell’Ufficio di collegamento a Hong Kong non erano detenuti dalle stesse persone, le quali non si rapportavano tra loro. Ora Luo, che si è visto assegnare anche lui un posto da pre-pensionamento al Congresso nazionale del Popolo, deve rendere conto a Xia – e tramite lui, al leader supremo Xi (DWnews.com, 15 febbraio; Caixin.com, 13 febbraio).

Luo non è considerato un membro della fazione di Xi, ma è visto dal presidente cinese come un candidato di compromesso per il posto di Hong Kong. Luo ha ricoperto posizioni di vertice nella regione autonoma del Qinghai dal 2003 al 2016, prima della sua nomina a capo del Partito nello Shanxi, una provincia più grande. Dato che la remota regione nordoccidentale del Qinghai ha una considerevole minoranza di tibetani, Luo, come Xia, ha una vasta esperienza nell’attuazione di dure politiche in regioni con popolazioni insofferenti.

Luo è anche molto più esperto rispetto al suo predecessore Wang Zhimin, il quale, come Zhang Xiaoming, ha svolto una parte significativa della sua carriera negli ambiti politici di Hong Kong e Macao (BBC Chinese Service, 6 gennaio; South China Morning Post, 4 gennaio).

Conclusione: cosa significa per Hong Kong la nomina di Xia

Cosa significa la nomina di Xia per la politica di Pechino a Hong Kong? La maggior parte dei politici e dei commentatori pro-democrazia sono preoccupati che Xia possa imporre un controllo più rigoroso, rafforzando a Hong Kong lo schema “un Paese, due sistemi”. Potrebbe fare ciò attraverso una semplificazione del quadro politico locale e la nomina di persone fidate alla guida degli affari della città.

Wu Chi-Wai, presidente del Partito democratico di Hong Kong, ha dichiarato ai media locali che quadri come Xia e Luo sono “sostenitori della linea dura”,  fedeli a Xi. A suo dire, “attueranno una politica che darà priorità all’interesse nazionale, accrescendo la presa del governo centrale sulla politica di Hong Kong” (Singtao Daily [Hong Kong], 14 febbraio).

L’agenda di Xia potrebbe prevedere la promulgazione di una qualche forma di legislazione sulla sicurezza nazionale, come il temuto “articolo 23”, una proposta di legge che punirebbe i residenti a Hong Kong ritenuti colpevoli di sedizione, secessione, rivelazione di segreti di Stato e altre attività anti-Pechino (China Brief, 19 novembre 2019).

Il quarto plenum del Partito comunista, tenutosi alla fine del 2019, ha sottolineato che Hong Kong deve “costruire un sistema giuridico e un meccanismo di esecuzione efficaci al fine di salvaguardare la sicurezza nazionale”. Questo punto è stato evidenziato da funzionari di alto livello, tra cui Zhang Xiaoming e Luo Huining. Assumendo l’incarico di direttore dell’Ufficio di collegamento di Hong Kong, Luo ha ribadito questo punto alla lettera, affermando che senza misure concrete per garantire la sicurezza e la stabilità della nazione, sia Hong Kong sia la madrepatria rischiano di essere “infiltrati e danneggiati” da forze straniere ostili (News.now. com [Hong Kong], 20 gennaio; Radio French International, 1 novembre 2019).

A più lungo termine, il Pcc probabilmente lavorerà dietro le quinte perché venga usato un pugno ancora più duro con le manifestazioni nate a metà del 2019 dalle proteste del movimento anti-estradizione (China Brief, 26 giugno 2019). Pechino prenderà anche provvedimenti per promuovere in modo ulteriore l’educazione “patriottica”, e i libri di testo saranno gradualmente sostituiti per enfatizzare i gloriosi risultati della Repubblica popolare; come anche il dovere di ogni cittadino cinese di essere fedele allo Stato e sventare “trame” che minacciano la sicurezza nazionale (China Brief, 10 dicembre 2019). Il PCC tenterà anche di reprimere la società civile. Le organizzazioni non governative, soprattutto quelle religiose provenienti dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali, potrebbero essere sottoposte a un esame più approfondito. In particolare, l’articolo 23 vieta alle organizzazioni politiche di Hong Kong di creare alcune forme di associazione con controparti in altre nazioni (Christian Times [Hong Kong], 14 febbraio; Apple Daily [Hong Kong], 2 gennaio; Ming Pao, 14 novembre 2019).

Poiché Xia fa direttamente capo a Xi, i mezzi e i meccanismi che Pechino adotterà a Hong Kong potrebbero essere quelli che già utilizza in altre parti del Paese. È ipotizzabile che a lungo termine, almeno un minimo della mentalità alla base del trattamento di uiguri e tibetani possa essere applicato anche ai cittadini di Hong Kong. Dopotutto, è stata la soppressione da parte di Xia dei cristiani “sotterranei” nel 2014 che ha fornito un esempio per lo sviluppo dei campi di internamento nello Xinjiang, il cui obiettivo è la “sinicizzazione” della minoranza uigura. Il ritorno di Xia al potere in una posizione di rilievo è emblematico del desiderio di Xi di rafforzare la presa di Pechino su politica, economia e società civile a Hong Kong.

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