19/06/2014, 00.00
CINA
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Condannati tre attivisti anti-corruzione del movimento dei Nuovi cittadini

di Wang Zhicheng
Erano stati arrestati lo scorso anno per aver esibito cartelli con cui domandavano la pubblicazione delle ricchezze dei membri del Partito comunista cinese. Il movimento dei Nuovi cittadini comprende membri del Falun Gong e cristiani protestanti. Pechino teme la crescente integrazione fra attivismo nella società civile e gruppi religiosi.

Pechino (AsiaNews) - Tre attivisti del Movimento dei Nuovi cittadini, che combatte contro la corruzione dei capi del Partito, sono stati condannati oggi alla prigione.

Liu Ping e Wei Zhongping hanno ricevuto una sentenza di sei anni e mezzo; Li Sihua una condanna a tre anni (v. foto). I tre erano stati arrestati lo scorso anno per aver esibito in pubblico dei cartelli in cui chiedevano ai membri del Partito comunista di dichiarare pubblicamente le loro ricchezze. Con la sola prova di una foto che li ritrae con i cartelli, essi sono stati condannati  per "disturbo dell'ordine pubblico". Le accuse per Liu e Wei comprendono anche "radunare una folla per disturbare l'ordine" e " uso di un culto malvagio per minare l'applicazione della legge". Quest'ultima accusa è riferita al fatto che Liu e Wei sono membri del Falun Gong, un gruppo religioso perseguitato in Cina. Diversi membri del movimento, arrestati all'inizio dell'anno,  appartengono invece a una comunità protestante non ufficiale, la Comunità del Santo amore (Sheng Hai Tuanqi), che raccoglie nelle sue file anche molte persone che nella capitale presentano petizioni per ingiustizie subite.

Il movimento dei Nuovi cittadini, cresciuto attorno a Xu Zhiyong, 42 anni, professore di legge all'università delle poste e telecomunicazioni di Pechino. Xu è impegnato da tempo nella difesa dei diritti umani della popolazione cinese, esigendo dal governo il rispetto della costituzione. Per aver osato chiedere la pubblicazione delle ricchezze dei membri della leadership, è stato condannato a quattro anni di prigione.

Dall'inizio del suo mandato, il presidente Xi Jinping ha lanciato una campagna anti-corruzione, che spesso nasconde una resa dei conti fra diverse fazioni del Partito. La richiesta di pubblicare le ricchezze dei membri è emersa molte volte all'interno  della leadership (fatta perfino dall'ex presidente Hu Jintao), ma non ha portato ad alcuna conclusione. Il Partito non permette che le stesse domande contro la corruzione emergano dal basso e dalla società civile fino a divenire un movimento organizzato. In più esso guarda con terrore la crescente integrazione fra movimenti civili e gruppi religiosi.

 

 

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