25/03/2016, 08.55
SIRIA - ONU
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Conflitto siriano: Washington e Mosca lavorano per la bozza di una nuova Costituzione

Dovrebbe essere pubblicata entro il prossimo mese di agosto. Le due super potenze premono su Damasco e opposizioni per “colloqui diretti” e un rafforzamento della “transizione politica”. L’obiettivo è la formazione di una “struttura di governo di transizione”. Le forze governative avanzano su Palmira.  

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Stati Uniti e Russia hanno raggiunto un accordo per la preparazione della bozza di una nuova Costituzione per la Siria, da pubblicare entro il prossimo mese di agosto. A dare l’annuncio è il segretario di Stato americano John Kerry, dopo un colloquio di oltre quattro ore al Cremlino con il presidente russo Vladimir Putin. Le due super potenze concordano inoltre nell’esercitare pressioni sul governo siriano e il fronte delle opposizioni, perché diano una nuova spinta ai dialoghi sulla transizione politica del Paese. 

Ieri si è concluso il secondo round di colloqui “indiretti” fra le parti, in programma dal 14 al 24 marzo a Ginevra, in Svizzera, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Al termine degli incontri l’inviato speciale Onu Staffan de Mistura ha detto di aver trovato un vasto terreno comune fra i due fronti. Gli incontri dovrebbero riprendere il mese prossimo e avere risultati, almeno in via potenziale, più efficaci. 

De Mistura ha sottolineato che gli incontri si sono conclusi “senza deviazioni, senza drammi, senza delegittimaizoni” e con un documento in 12 punti “che non è stato respinto dalle parti e che può rappresentare un accordo sui principi”. Ciò significa, conclude, che nei prossimi incontri previsti in programma dal 9 aprile potranno essere messi da parte i principi e “discutere del processo politico”. 

Tornando agli incontri di Mosca, che giungono a 10 giorni dall’inizio del ritiro delle truppe russe dal territorio siriano, Stati Uniti e Russia hanno concordato “un programma” per un quadro di “transizione politica” e un “progetto di costituzione” entrambi da “raggiungere entro agosto”. 

Il segretario di Stato Kerry non ha voluto specificare se il futuro del presidente siriano Bashar al-Assad è stato oggetto di discussione con Putin. Tuttavia, entrambi concordano nel pensare che Assad “dovrebbe fare la cosa giusta” e impegnarsi nei colloqui di pace. 

Washington e Mosca eserciteranno inoltre pressioni sui due fronti - governo e opposizioni - perché si impegnino in “colloqui diretti” per la formazione di una “struttura di governo di transizione”. 

Intanto sul fronte militare è di ieri la notizia che le forze governative hanno fatto il loro ingresso nell’antica città di Palmira, caduta lo scorso anno nelle mani delle milizie dello Stato islamico (SI) che hanno giustiziato, al tempo, il direttore delle antichità. I jihadisti hanno inoltre causato gravi danni ad alcuni templi e reperti, filmando e diffondendo sul web le loro brutalità, provocando la reazione indignata della comunità internazionale. 

La guerra in Siria, divampata nel marzo 2011 come protesta popolare contro il presidente Bashar al-Assad e trasformata in conflitto diffuso con derive estremiste jihadiste, ha causato oltre 260mila morti. Essa ha originato una delle più gravi crisi umanitarie della storia, costringendo 4,6 milioni di siriani a cercare riparo all’esterno, in Giordania, Libano, Turchia, Iraq ed Egitto. Altre centinaia di migliaia hanno provato a raggiungere l’Europa, pagando a volte al prezzo della vita la traversata del Mediterraneo. Il numero complessivo di sfollati (interni e migranti) supera i 10 milioni. 

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